Viaggio al centro dei (del) Comites

La citazione di Jules Verne non è casuale. “Viaggio al centro della terra“, da bambino, era il mio libro preferito, lo ho riletto non so quante volte. Così, se Otto Lidenbrock non sapeva cosa avrebbe trovato nel suo viaggio cosi io non so ciò che troverò, e come Otto.temo un poco anche ciò che potrò trovare.
Nella difficoltà di trovare una foto che rappresenti il concetto ho scelto questa, che rappresenta il punto di partenza che mi ha fatto scattare la molla di iniziare nuovamente a scrivere.
Questo primo articolo non sara’ del tutto nel mio stile, non vado a sfruculiare dati ma  sarà invece molto didattico, perché poco ne sanno in genere, di questi Comites. gli italiani che vivono all’estero, figurarsi quelli che non ci vivono. Prova ne sia che i votanti, alle ultime elezioni del 2014, sono stati il 2% degli aventi diritto. Viene da pensare che forse non si tratta di indifferenza ma di interesse da parte di qualcuno a far si che i voti siano pochi. Va bene, lo so, ho detto che sarei stato didattico e non polemico, mi limito d’ora in poi (vale solo per questo articolo che non vi abituiate)

Cosa sono i Comites?
Riporto fedelmente dal sito del ministero degli esteri:

Costituiti nel 1985 [ndr: in realtà esistono dal 2003, prima esisteva altro ma non èargomento del discutere il sito del ministero degli esteri] , i Comites sono organismi rappresentativi della collettività italiana, eletti direttamente dai connazionali residenti all’estero in ciascuna circoscrizione consolare ove risiedono almeno tremila connazionali iscritti nell’elenco aggiornato di cui all’art. 5, comma 1, della Legge 459/2001. [ndr: iscritti AIRE]
In circoscrizioni ove risiedono meno di tremila cittadini italiani i Comitati possono essere nominati dall’Autorità diplomatico-consolare. I Comites sono composti da 12 membri o da 18 membri, a seconda che vengano eletti in Circoscrizioni consolari con un numero inferiore o superiore a 100 mila connazionali residenti, quali essi risultano dall’elenco aggiornato dei cittadini italiani residenti all’estero.

Fatto sta che la prima elezione dei Comites avviene nel 2004. La legge prevede che rimangano in carica 5 anni e cosi la seconda elezione avviene nel 2014. Non si tratta di un refuso, sono 10 anni dopo, i motivi non sono noti, ma certo si può’ dire che nuove elezioni non interessavano agli italiani all’estero, ai governi, e forse manco a chi era stato eletto nel 2004 ed è rimasto in carica 10 anni invece di 5.  Non tutti i Comites si eleggono alla prima elezione, per alcuni, tra cui quello irlandese, non si raggiungono manco le firme per presentare le liste e saranno eletti nel 2015.

Quali sono i compiti dei Comites?

Nuovamente copio ed incollo, sebbene con qualche modifica per lenire il burocratese.

a) coopera con l’autorità consolare nella tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare, con particolare riguardo alla difesa dei diritti civili garantiti ai lavoratori italiani dalle disposizioni legislative vigenti nei singoli Paesi;
b) collabora con l’autorità consolare ai fini dell’osservanza dei contratti di lavoro e dell’erogazione delle provvidenze accordate dai Paesi ove il Comitato ha sede a favore dei cittadini italiani
c) segnala all’autorità consolare del Paese ove il Comitato ha sede le eventuali violazioni di norme dell’ordinamento locale, internazionale e comunitario che danneggiano cittadini italiani, eventualmente assumendo, nei limiti consentiti dallo stesso ordinamento, autonome iniziative nei confronti delle parti sociali. L’autorità consolare riferisce al Comitato la natura e l’esito degli interventi esperiti a seguito di tali segnalazioni;
d) redige una relazione annuale sulle attività svolte, da allegare al rendiconto consuntivo, e una relazione annuale programmatica, da allegare al bilancio preventivo;
e) esprime pareri sulle iniziative che l’autorità consolare intende intraprendere nelle materie attinenti alla vita sociale e culturale, con particolare riguardo alla partecipazione dei giovani, alle pari opportunità, all’assistenza sociale e scolastica, alla formazione professionale, al settore ricreativo, allo sport e al tempo libero della comunità italiana residente nella circoscrizione
f) formula proposte all’autorità consolare nell’ambito delle materie di cui al punto precedente, sia in fase di delibera di impegno di spesa che di programmazione annuale;
g) esprime parere obbligatorio, entro trenta giorni dalla richiesta, sulle documentate richieste di contributo che enti e organismi associativi, che svolgono attività sociali, assistenziali, culturali e ricreative a favore della collettività italiana, rivolgono al Governo, alle regioni ed alle province autonome;
h) esprime parere obbligatorio, entro trenta giorni dalla richiesta, sui contributi accordati dalle amministrazioni dello Stato ai locali mezzi di informazione.

Come si vede, sono parecchi i compiti dei Comites e, in sintesi, si può dire che essi rappresentino il collegamento tra i cittadini italiani in un paese e l’ambasciata o il consolato. Un compito importante.

I membri del Comites sono pagati?

No, lo metto in grassetto, fanno un’encomiabile attività volontaria, ogni caso candidandosi ed essendo eletti, per cui comunque con dei doveri verso la comunità che rappresentano.

I comites sono finanziati?

Si, ricevono dei soldi dal ministero degli esteri, pochi a dire il vero, ma sui soldi avrò modo di raccontarvi in seguito.

Quando si riuniscono i Comites?

Per legge  i Comites si riuniscono almeno 4 volte all’anno e le sedute sono pubbliche, ovviamente per ascoltare, non per intervenire.

Conclusione

I Comites sono, potrebbero essere, dovrebbero essere, il tramite tra la comunità italiana all’estero e l’ambasciata. Purtroppo poco se ne sa e poco viene anche raccontato, molte volte dagli stessi Comites. Lascio allora la conclusione ad un canzone di Giorgio Gaber perché “La libertà’ è partecipazione” e questo è e sarà il senso delle cose che  proverò a raccontarvi.

Tutti i diritti sono riservati.
E ammessa solo la riproduzione parziale citando la fonte, o la pubblicazione di un estratto di massimo  10 righe con il  link all’articolo originale. Non è autorizzata la riproduzione completa.
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