Per un pugno di metri quadri. Piano Regolatore a Trieste.

PRGC_1969Ero indeciso se scriverne o meno. Non credo di farci una bella figura  a passare delle sere ad ascoltare in streaming le sedute del consiglio comunale di Trieste dedicate all’approvazione del nuovo Piano Regolatore. Masochismo o meno in realtà seguire i lavori in sottofondo, magari mentre si fa altro, aiuta  a capire meglio alcuni meccanismi. Lo svolgersi dei lavori può apparire  a prima vista monotono, un susseguirsi di approvazioni, condite da una opposizione che interviene ed una maggioranza perlopiù silente che si limita a premere il pulsante per il voto. In mezzo alla monotonia dello schema però ci sono piccole storie, da una parte e dall’altra, che val la pena di raccontare. Attendo la fine dei lavori per farlo, però una piccola storia ve la voglio raccontare, magari cercando di avere delle risposte dagli interessati.

Cerco di spiegarvi brevemente quanto sta succedendo in questi giorni al consiglio comunale. Il 16 aprile di quest’anno il consiglio comunale ha deciso l’adozione di un nuovo piano regolatore. Dopo l’adozione i cittadini hanno la possibilità di fare delle osservazioni per chiedere delle variazioni. Per lo più chi si trova un terreno che prima era edificabile non più edificabile cerca di “salvare” la sua proprietà. L’assessore e gli uffici possono recepire completamente o parzialmente, oppure respingere ognuna delle osservazioni, e sta al consiglio poi approvare le scelte fatte. Alle volte può succedere che uno o più consiglieri presentino degli emendamenti alle scelte fatte da chi ha predisposto il piano.

Succede ieri che il consiglio comunale si trova a discutere una osservazione presentata dai proprietari di un terreno sulla costiera, Luca e Cristian Baldè. Chiedono in sostanza che sul loro terreno  venga consentita la edificazione. L’osservazione viene accolta parzialmente ossia, semplificando, gli uffici concedono la edificabilità di una parte di terreno in maniera da consentire quanto era già previsto in un progetto presentato ad inizio 2014. Analogamente ad un terreno vicino, di tale Paolo Ricci, viene concesso parzialmente quanto richiesto.  I due terreni non sono solo vicini ma le richieste, e la parziale accettazione, presentano aspetti uguali,  anzi vengono accoppiati nella spiegazione.
C’è però una differenza tra le due osservazioni, o meglio tra i proprietari dei due terreni. I primi, i due Baldè, hanno quelli che si dicono dei santi in paradiso. I santi hanno dei nomi a cognomi: Marco Toncelli, capogruppo del Partito Democratico; Alessandro Carmi, vicepresidente del consiglio comunale eletto con il Partito Democratico; Cesare Cetin, capogruppo di Trieste Adesso; Patrick Karlsen della Lista Civica. Non bastassero loro anche un consigliere della minoranza Roberto De Gioia, ad oggi alle 18:48 esponente della Lista Civica Indipendente, presenta un emendamento uguale a quello della maggioranza. Tutti chiedono di rendere edificabile tutto il terreno, in soldoni si regalano ai Baldè 100 metri quadri di casetta.

L’opposizione, escluso De Gioia che se ne sta buono buono, insorge arrivando a definire “marchetta” la faccenda. Anche il consigliere di SEL, Marino Sossi esprime qualche perplessità. L’unico dei proponenti che dice qualcosa è Cesare Cetin, offeso del fatto che vengano fatte illazioni. Certo pare strano che di fronte a centinaia di osservazioni dei consiglieri si sognino di chiedere una modifica del genere, pare ovvio pensare che i proprietari qualcosa abbiano chiesto a qualcuno. Perché? A quale consigliere? Per che motivazioni hanno deciso di fare questo regalo? Perché si sono occupati del terreno di questi e se ne sono fregati del terreno vicino? Magari sono motivazioni del tutto comprensibili ma nessuno dei consiglieri si degna di rispondere. L’impressione è che se ne freghino, a loro basta che l’emendamento sia approvato, poi passerà nel dimenticatoio.

Certo visto da fuori, ed in assenza di spiegazioni, il regalo risulta inspiegabile, o le spiegazioni che si possono immaginare non rendono onore ai consiglieri. Certo i signori Baldè erano in una botte di ferro con tanti esponenti che si sono spesi per loro. Sono così importanti? Poco prima ad una signora era andata male, il consigliere Svab aveva presentato un emendamento che la favoriva e di fronte alle proteste dell’opposizione addirittura la maggioranza si era riunita ed alla fine la signora aveva perso anche coloro che inizialmente le era stato concesso. Invece per i Baldè nessuno si muove, nessuno dai banchi della giunta va a chiedere spiegazioni. Si assiste al voto che regala 100 metri quadri ai due fortunati.

Io non so se si tratti della stessa persona, magari si tratta di un omonimo ma pare che il nome e cognome “Cristian Baldè” porti fortuna nei rapporti con gli amministratori . Era il 2010, la camera di commercio di Trieste spende 1.800.000 euro per restaurare un palazzo, in Via Filzi 21, che ospita 51 appartamenti di lusso. Lo fa con i soldi del fondo benzina. La struttura viene data in gestione ad una società appena costituita, “Le terrazze srl”, il cui socio di maggioranza è Cristian Baldè. Del fatto si rallegrano, al tempo, l’assessore Rovis, la presidente della provincia Maria Teresa Bassa Poropat e Federica Seganti. Credo che nell’occasione ancora più contenti fossero i nuovi gestori (mi chiedo che affitto paghino alla Camera Di Commercio). Come succede a volte a Trieste ci sono delle persone fortunate che improvvisamente vengono beneficiate e non si riesce a capirne il motivo.

 

Io spero che qualcuno dei consiglieri coinvolti mi risponda. Non mancherò di darne notizia. Magari esiste un motivo sensato per cui hanno presentato l’emendamento altrimenti credo che la parola giusta sia, appunto “marchetta”.

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