Una pensilina, un topolino e dei ragazzini. Il degrado a Trieste.

topolini1I “Topolini”, per i non autoctoni, sono gli stabilimenti balneari liberi che si sviluppano lungo la costiera di Trieste. Sono numerati ed il decimo, l’ultimo verso Miramare, è stato al centro della cronaca cittadina.
La vicenda si può schematizzare in  pochi punti che provo a sintetizzare:

1) In una via di Trieste una sera c’è uno scontro tra due gruppi, il Piccolo  racconta che siano kosovari e serbi.
2) Il giorno dopo il Piccolo scopre il “degrado” appunto nell’ultimo Topolino,  addirittura una scritta Kosovo su uno scoglio. Lo stabilimento viene descritto come spazio in mano alle band (sic) kosovare.
3) Da parte di un pugile triestino, forse non è secondario che fosse reduce da una sconfitta la settimana prima, viene lanciata una campagna per “riprendersi i Topolini”
4) Si aggiunge una associazione, Spiz, che ottiene anche l’imprimatur del Comune. Spunta un “kosovaro buono” che vuole cancellare le scritte.
5) Viene organizzata una pulizia che termina con bevuta e prosciutto cotto per tutti.

In realtà i punti non sono così naturalmente collegati. Ad esempio non c’è alcun legame tra il primo punto ed il secondo, se non la volontà da parte del giornale locale di sfruttare una storia ghiotta, a loro modo di vedere. Del resto se vanno avanti due settimane con l’invasione dei cinghiali non si può pensare che non sfruttino la lotta tra gang.

Non mi sono dilungato molto anche perchè tutto quello che è successo e  come si sia sviluppato, è ben raccontato e documentato, al solito, da wuming che consiglio di leggere prima di continuare se non lo avete già  letto.

È tutto molto interessante e concordo su quanto si dice, non è che poi abbia tutta questa importanza il mio concordare. Concordo solo in parte però sulle conclusioni: “Ci ha colpito osservare come lo sdoganamento del “normale razzismo” della Lega e di Casa Pound – di cui Matteo Renzi porterà la parte più grossa di responsabilità di fronte alla storia – stia finendo per riempire di tossine il corpo sociale di questo paese“.  Io credo che in questa storia per alcuni attori non ci sia stato “sdoganamento“, ma solo opportunismo e leggerezza, seppur colpevole ed irresponsabile.

Mi riesce difficile pensare che ad esempio il vicedirettore del Piccolo Alberto Bollis non tolga dalla pagina Facebook suo “territorio”, altro che il decimo topolino, commenti che chiedono la riapertura della Risiera perchè ne condivida il pensiero. Lo fa perchè ogni sera conta come un bambino i like ed i commenti e sa che queste cose ne portano a bizzeffe. Purtroppo, e non è una assoluzione, per lui solleticare i razzisti, postare cinghiali o animali spiaggiati hanno lo stesso valore. Contasse ogni sera le copie in meno che si vendono del Piccolo anzichè i like forse le cose cambierebbero.

Mi riesce difficile pensare che l’associazione Spiz abbia sdoganato il razzismo, semplicemente ha cercato ed ottenuto visibilità alla sua “Olimpiade delle Clanfe“. Di passaggio ha presentato anche al sindaco un suo progetto per  far disegnare ai giovani dei murales. Non a caso ha avuto mezza pagina di Piccolo. Obiettivo raggiunto, purtroppo passando sopra troppe cose.

Mi riesce difficile che Andrea Rodriguez sdogani i razzisti, semplicemente quello che si autoconsidera una delle migliori menti di Trieste, deve cercare qualche soluzione per ambire al positicino alle prossime elezioni comunali, stretto come sarà tra cinque stelle ed autonomisti.

Forse il risultato alla fine è il medesimo, e forse l’opportunismo è anche peggio delle ideologie.

Notizia di oggi è che ci sono di nuovo delle scritte dove erano state cancellate.  Avrei scommesso che sarebbe risuccesso, così come ci sono e ci sono sempre state scritte negli altri Topolini, lungo il selciato del terrapieno, sull’arenaria del molo audace nei punti dove si radunano italianissimi gruppi con la chitarra. Dei vandali poi hanno dato fuoco ad una delle panche, questo si fa di notte, non lo fanno di giorno i ragazzini. Magari se si fosse pensato di riparare la inferriata da cui si entra nella struttura che di notte è chiusa non sarebbe successo.

16196_1429143210711987_870962572791091042_nCosa c’entra la pensilina del titolo?
Al lato opposto di Barcola, all’inizio, c’è un a pensilina dell’autobus, era ridotta male. Scritte, sporcizia, e dalla foto non si sente l’odore che derivava da un uso improprio come latrina.
Qualche tempo fa un gruppo di volontari che si richiamano a Oliver Hardy  (Qui il link alla loro pagina facebook) l’hanno pulita, pitturata, vi hanno messo un paio di sedie  e degli scaffali con dei libri per il bookcrossing. 11745499_1478135262479448_7359652548265575576_n

L’associazione mentale è stata immediata poichè la pensilina dopo quattro mesi è ancora come all’inizio. Non hanno “liberato” uno spazio, lo hanno reso bello. Viene da chiedersi quale sia stato l’intervento più utile per la collettività tra i due. Eppure il primo è finito alla ribalta nazionale, del secondo a malapena si è parlato. Eppure i secondi in occasione del primo intrevento per pulire l’alabarda della aiuola sotto San Giusto hanno avuto minaccia di denuncia, gli altri sono stati ricevuti dal sindaco.  I secondi sono volontari puri, non hanno una associazione che pur deve finanziarsi.

Insisto, quale è stato il risultato migliore?

In fondo, se anche fosse vero che dei ragazzini, magari anche dei ragazzini difficili, avevano “sporcato” il Topolino, si  potevano coinvolgere  a ridipingere, a fare dei murales (capisco che per quelli si aspetta che il comune finanzi delle associazioni).
Magari il decimo topolino sarebbe stato ancora pulito, con i ragazzini orgogliosi del loro lavoro. Magari sarebbe stato un progetto educativo.

Alla fine le parole d’ordine di quanto successo sono state “degrado”, “pulizia”, “clanfe”, “festa”. Dei ragazzini nessuna traccia, sono stati solo l’alibi per la visibilità di tanti.

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4 Responses to Una pensilina, un topolino e dei ragazzini. Il degrado a Trieste.

  1. SPIZ A.P.S. says:

    Bell’articolo!
    Creninsider, ma a dir la verità anche il sintetico e conciso Wuming, non ci ha mai intervistati per sentire il nostro punto di vista o il perché la nostra pulizia sia stata fatta il 28 e non il 21 come programmato inizialmente portando gli insegnanti volontari del Centro delle Culture e altre associazioni dal “potere mitigante” sull’atmosfera che si era creata.
    A pensarci bene però non serviva sentire le nostre motivazioni visto che le avevano già capite da soli: dare visibilità all’Olimpiade dele Clanfe! Che lungimiranti!
    SPIZ A.P.S.

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