Piccole testate crescono, male. Triesteprima supera il Piccolo

11016960_332579083618994_3478904577529353436_nE la storia dell’uovo e della gallina. E’ nato prima il clima di razzismo ed intolleranza che sempre più si respira a Trieste e quello che succede sui mezzi di comunicazione ne è la conseguenza, oppure i mezzi di comunicazione hanno contribuito al diffondersi di questo sentimento.

All’inizio era Il Piccolo e la sua pagina Facebook, gestita praticamente  in autonomia dal vicedirettore Alberto Bollis. La costante ricerca del consenso, che sui Social Network, vuol dire numero di commenti, condivisioni, “Mi piace” ha fatto si che per lungo tempo desse in pasto ai lettori notizie che potessero “far numero”. Le foto di animali spiaggiati, gli incidenti stradali piacciono ma rendono fino ad un certo punto. Per un  periodo i flame, le guerre di commenti che tanto movimentano i numeri, si sono concentrati su articoli che riguardavano il Territorio Libero di Trieste. Da tempo però l’argomento non suscita la stessa animosità e quindi l’argomento principe sono diventati gli extracomunitari. Quando si cercano “Mi piace”, non si può andare troppo per il sottile per cui commenti inneggianti alla riapertura della Risiera o a andare ad accogliere gli extracomunitari con bastoni sono stati tollerati ed ancora si possono ritrovare. Ne avevo parlato qui , qui e qui. Va detto che da qualche giorno, speriamo duri, pare ci sia un certo controllo.

Nel frattempo però Il Piccolo è stato superato a destra da Triesteprima.it. Le due testate, quest’ultima solo online, da tempo sono in competizione sul web. All’inizio la gara era solo tra chi riusciva a dare notizie di incidenti, preferibilmente mortali, prima dell’altro.

Da un po’ Triesteprima.it sta invece cavalcando il sentimento razzista di una parte di Trieste. Che sia iniziata la campagna elettorale? Lorenzo Giorgi, consigliere comunale, che ha potuto entrare in consiglio grazie alle dimissioni del suo compagno (si può dire?) di partito Bucci, ha auspicato una unione delle destre per le prossime amministrative. Pare, stando alle dichiarazioni che vengono da destra da un po’, che il grande problema di Trieste, l’argomento su cui centreranno la campagna elettorale siano le politiche sull’immigrazione.

Allora è necessario tenere alto il clima di intolleranza e se possibile farlo crescere.

Oramai il Parterre de Roi della Trieste intollerante pare appunto Triesteprima.it, magari il prima si riferisce a prima della seconda guerra mondiale.

Cosa succede se si mette un post che annuncia un “Aperitivo Antirazzista“, peraltro organizzato in seguito all’imbrattamento da parte di fascisti di un kebab, e si chiede ai propri lettori “Cosa ne pensate?” E’ come dare frumento ai colombi. Di seguito le immagini dei commenti, non credo abbiano bisogno di spiegazioni. Si trovano su una pagina pubblica quindi lascio nomi e cognomi, magari ci trovate il vicino, il collega, l’amico: così sapete qualcosa in più di lui.

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Uno ha anche trovato l’iconcina per il saluto romano.

Ognuno è responsabile di quello che scrive, sebbene ci siano sentenze che danno responsabilità alle testate per l’istigazione.

Faccio io una domanda  “Cosa ne pensate?

Lo chiedo alla direttrice responsabile  di Triesteprima.it, la romana Maria Carola Catalano, direttrice di Cityews di cui Triesteprima è supplemento (sino a poco tempo fa ne era direttore il triestino Giovanni Ianesich, ora anche nel sito non c’è traccia della redazione triestina).

Lo chiedo a Lorenzo Giorgi, quale fondatore della testata, poi ceduta. Lo specifico perché l’ultima volta sono stato minacciato di querela per diffamazione  se avessi continuato a accomunare il consigliere e la testata. Lo chiedo appunto solo in quanto fondatore, non per il fatto che su triesteprima.it esce un suo comunicato un giorno si ed un giorno no.

Cosa ne pensate?“. Non dell’immigrazione, ma di certi commenti.

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