Raccontare le cose. Impicchiamo il writer in piazza Grande a Trieste

Finalmente i ga becà un, che el paghi per tutti“.  Lo dice alla moglie un signore che attende l’autobus. “Un” è un ragazzino di 14 anni che è stato fermato dalla Polizia Municipale “mentre stava imbrattando con un grosso pennarello il portone di ingresso di un edificio di proprietà delle Assicurazioni Generali“, così recita il comunicato ufficiale del comune. E’ indubbio che N. paghi più del dovuto perché è il primo ad essere beccato dopo il recente inasprimento delle sanzioni da 50 a 1000 euro. Paga soprattutto in termini di visibilità, ed è questo che mi dice la madre: “Sinceramente mio figlio avrà una giusta punizione ma così facendo si rischia di mettere ad un ragazzino un’etichetta, farlo sentire un vandalo.” Non parla della sanzione, non pensa nemmeno di giustificare il gesto, parla di come si sta raccontando la storia.

Awritercolsolinindiamo per ordine.
Il primo a raccontarla è il sindaco, sulla sua bacheca ufficiale. Non mostra Via Crispi, mostra Cittavecchia, salita all’onore delle cronache per gli schiamazzi e per la notevole attività dei writers.

Il Piccolo riprende il comunicato e mette una foto di una scritta fatta con le bombolette di Via San Nicolò.

Triesteprima.it, voce del consigliere comunale di Forza Italia Lorenzo Giorgi, mette una foto di una bomboletta spray.

Se si va a fondo delle cosa, ma oramai i mezzi di informazione pubblicano solo veline, si scoprirebbe che il “grosso pennarello” è un pennarello scolorito e che il “portone di ingresso di un edificio di proprietà delle Generali“, mi chiedo se sia più grave il fatto che appartenga alla Assicurazione, è una uscita di sicurezza in metallo.

La terribile scritta si può vedere in questa foto, cerchiata per distinguerla dalle altre.

writer
Viene da chiedersi se il ragazzino paghi un po’ troppo, viene da chiedersi se i vigili, che dovevano forse portare a casa un risultato non essendo riusciti a beccare alcun writer, non avessero dovuto anche valutarne la gravità. Mi chiedo perché non sia stata comunicata nella sua esatta dimensione. Mi chiedo se il comune non debba valutare anche una variabilità della sanzione: è diversa una scritta con un pennarello scolorito su una porta in acciaio da una scritta con la bomboletta su un muro o  un monumento.

Pare che la filosofia sia quella di colpirne uno per educarne cento.
Magari con la stessa filosofia si può educare chi continua a non differenziare la immondizia, con i risultati che abbiamo visto recentemente. Se si vuole colpirne uno, come esempio, suggerisco ai vigili di andare nel primo pomeriggio a vedere i bottini della raccolta indifferenziata in Via Torrebianca. Li troveranno pieni di sacchi di avanzi di cibo. Vengono dalla mensa di una nota assicurazione, proprietaria tra l’altro di uno stabile in Via Crispi.

N. non è un martire, ha sbagliato. Forse la sanzione, ma soprattutto la visibilità è stata eccessiva. La maniera di comunicare ha fatto si che sui social improvvisati pedagogisti dissertino sulla educazione impartita dai genitori, propongano di  dargli “una buona dose de calci nel culo, con la rincorsa possibilmente!” o propongano un ulteriore inasprimento delle pene: “Meglio 10.000 o confisca è messa all’asta di immobili“.
La fortuna è che N. non sia straniero, qualcuno avrebbe chiesto, come accaduto per altri episodi, la riapertura delle Risiera.

L’importante è che “Finalmente i ga becà un, che el paghi per tutti“, come ha detto il signore. Arriva l’autobus. Con gesto sicuro prima di salire lancia la sigaretta ancora accesa nell’aiuola dell’albero più vicino, piena di mozziconi. “Un” ha pagato anche per lui, nella lotta contro una città sempre più sporca.

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15 Responses to Raccontare le cose. Impicchiamo il writer in piazza Grande a Trieste

  1. tzi says:

    è un ebete, questo è fuori dubbio, il resto è propaganda degli altri ebeti. città intere di ebeti.

  2. francescobeghi says:

    Ma è un classico. Le città sono piene di sporcizia, graffiti, il tutto nell’incuria più totale e nella colpa degli stessi che si lagnano – come se le sigarette nelle aiuole o le cartacce per terra fossero meno gravi. Si trova il capro espiatorio più comodo, le autorità si fanno belle, i media passano le veline come se si fosse conclusa un’operazione storica, la ggente mastica soddisfazione biliosa, i veri writer se la ridono e tutto resta come prima.

  3. Luciano says:

    E’ come nel film Superfantozzi (1986) nell’era del proibizionismo quando beccano Fantozzi con una goccia di alcool quando nella stanza accanto c’è il proibitissimo night club dove fureggiano alcool a fiumi gangster mafiosi prostitute e Fantozzi viene bastonato e insultato pagando per tutti. Quella scena della Chicago anni 30 va benissimo nell’italietta e nella triste trieste di oggi. I più sfigati vengono pizzicati e pagano per tutti perché i veri farabutti e mascalzoni sanno benissimo come nascondersi. La folla assetata di sangue che manca solo che gridi “crucifige” ha bisogno come in un rito orgiastico di un capro espiatorio da impalare con alle spalle le autorità gongolanti della preda catturata (ancora meglio minorenne in quanto più educabile e trendy rispetto al writer anziano che ha scritto sulla pensilina che non serviva a niente). E’un piacere vedere che dal popolo di allenatori di calcio si sia passati al popolo di educatori magari con la cinghia, magari gli stessi che buttano le cicche per terra o che fanno cagare i loro cani senza raccogliere (xe bora, no xe posibile) o che se ne fottono del bottino dell’umido buttando gli avanzi dove capita. Va bene sanzionare-educare ma cum grano salis! In una città dove in interi quartieri si fanno gli slalom tra le merde e le piscie canine o il salto tra le scovazze questo è delirio isterico non è orgoglio asburgico ferito.

    • Alby says:

      Ahahah ! Mi hai fatto ricordare il mitico “crocifisso in sala mensa” che i novelli Roberspierre vorrebbero trasformare in “crocefisso nella pubblica piazza (Piazza Grande ovviamente)”, se non in ginocchio sui ceci (con sguardo ritto verso l’obiettivo e alle spalle boia incappucciato stile Isis). E intanto i writers saliti fin sulla scritta de Il Piccolo in Via Silvio Pellico si stanno facendo delle grasse risate. Il messaggio che l’abnorme quantità di merda e piscio canino lasciata dai triesticoli sul pubblico suolo è : raga’ fate quel cazzo che vi pare tanto quello che è pubblico non è di nessuno e a nessuno gliene fotte. E non meravigliatevi che qualche ragazzino trasgredisca con un pennarello. A proposito, e l’anziano writer?Eh no quel no se tocca, no xe + rispeto x gli anziani

  4. Vonde Monadis says:

    Ci mancavano i difensori dei vandali…altro chi mille euro di multa, tagliare le mani!

  5. Stefano says:

    Diciamo che la sanzione è aumentata e anche se la scritta è piccola, grande o fatta su un qualsiasi muro o portone la pena di 1000 euro per me è correttissima poi che si faccia del ragazzino un pretesto mediatico è un altra cosa che non trovo del tutto giusta cioè mi spiego in parte è giusta per dare l’esempio a chi lo continua a fare o a chi vuole farlo. La punizione ci sta e sono d’accordo nel classico ceffone e/o calcio nel sedere cose che hanno vengono fatte amio parere per far capire la gravità della cosa……cose che molti genitori di oggi dovrebbero fare visto il comportamento e l’atteggiamento di molti ragazzi di oggi….

  6. sergio zerial says:

    Si effettivamente come al solito il Piccolo ha esagerato, anch’io preso dalla notizia ho dovuto cambiare parere effettivamente come al solito il sindaco e altri esaltano il fatto, il Piccolo mette la foto di uno degli innumerevoli firme che devastano la città, ora finalmente vedo la foto vera della Bora, e devo rivedere le mie precedenti scritte sui blog, colpa del giornalista che ha ingrandito la cosa, pareva di trovarsi davanti ad un grosso deficiente, invece era la scritta con il pennarello di un ragazzino che ha solo fatto a quanto vedo dalla foto una piccola firma, non sono questi che devono pagare ma i delinquenti che scarabocchiano con le bombolette spray sulle pietre sui muri delle case appena ristrutturate, monumenti ed altro e che imbrattano veramente di brutto tutto, quelli che se ne fregano della città, non è difendere un vandalo, vandalo è tutto altro egregio VONDE MONADIS il suo nome è tutto da dire……

  7. santo says:

    Un po troppo esagerato per un penarello,,,,,
    La multa ok , ma addirittura farlo sembrare il colpevole di tutte le scritte della città ….esagerati
    Ci vogliono telecamere nelle zone a rischio .
    E poi speriamo che con quei 1000 euro zlmeno una scritta venga tolta .

  8. Alan says:

    Tutti si lamentano delle scritte su ogni muro, portone o vetrine perfino. Beccano uno dei responsabili, probabilmente un “pesce piccolo” a tutti gli effetti, e subito c’è chi dice “povero è un ragazzino, tutto sommato la sua è una scritta piccola…”
    Signori, almeno quando ci sono delle leggi giuste (che di per sé sembrano quasi un miracolo di questi tempi…) le si applichino semplicemente senza strascichi di etichettatura a vita del soggetto.
    Sicuramente sarà un monito a tutti che chi lorda ne paga le conseguenze. E questo ragazzo ci penserà 2 volte prima di fare una cazzata simile. Dopotutto è una sanzione pecuniaria, mica lo si sta confinando a un riformatorio!

  9. gmdb says:

    Come in tanti altri casi, è più semplice beccare il 14enne quasi sicuramente innocuo piuttosto che qualche gruppo di maggiorenni che siano veri vandali e che probabilmente avrebbero richiesto ben più impegno e rischio per essere fermati. Poi mettiamoci anche i giornali a cui non frega nulla di raccontare le cose obiettivamente ma solo di sparare titoloni per vendere la notizia.
    Alla fine avremo un ragazzino punito eccessivamente ed il fenomeno dei writers assolutamente non risolto… Ma per la pubblica opinione l’amministrazione comunale si sta attivamente impegnando 😦

  10. Giulio says:

    Sono un ebete e un vandalo e mi permetto di non invidiare la vostra saggezza. Io con i “ragazzini” ci parlo, mi confronto e spesso imparo molte cose, comunque ascolto. Da quando nasciamo ci riempiono la vista e la città di pubblicità fasulle, di felicità artificiali che qualcuno consuma come un vero “saggio” e persona civile. Li rispetto, e per questo sono ebete. Non calpesto gli altri e per questo sono vandalo. Auguri a chi se la prende con i ragazzini, con chi fa un gesto diverso che rende l’altro così forte e intelligente da insultare e minacciare.

    • sergio zerial says:

      se lei impara dai ragazzini, (non so quanti anni ha) è già grave, lei dovrebbe insegnare a loro (non so quanti anni ha), non era ragazzino anche lei (non so quanti anni ha) e allora se era ragazzino dovrebbe già sapere come si comportano, se lei è grande dovrebbe avere l’esperienza per insegnare a chi si comporta male la buona educazione e il comportamento nei riguardi del prossimo, penso nonostante tutto se fosse possessore di una casa non sarebbe tanto contento averla imbrattata da questi ragazzini o forse da adulti, saluti sergio zerial

  11. Superkirk says:

    Bell’articolo. Punto.

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