Lettera aperta al deputato Aris Prodani reloaded (Estesa a Walter Rizzetto)

In dicembre ho scritto questa cosa cui, comprensibilmente, Aris non ha risposto.
Oggi con l’uscita, come pare, di 10 persone dal movimento credo sia opportuno riproporla ed estenderla a Walter Rizzetto.

MoVimento_5_Stelle_logoCaro Aris,

Volevo inizialmente spedirti una mail, ma credo che questa lettera aperta possa, se lo ritieni, essere anche motivo di riflessione pubblica.
Parto da una banale considerazione. Ho conosciuto in questi mesi il tuo lavoro, così come il lavoro di Paolo e Stefano al Comune. Credo siate capaci, preparati e pragmatici. Ma non vi voterei. E’ evidente che la confutazione standard ad una affermazione simile è “si votano le persone“. Non vale più con un sistema che decide chi verrà eletto, parlo ovviamente del Parlamento, ma non vale per il Movimento 5 stelle dove il “Senza vincolo di mandato” è una chimera. La storia di questi giorni insegna che nel M5S le regole, che peraltro vengono modificate secondo necessità, non si discutono pena l’espulsione.
La democrazia del movimento è fittizia. L’uno vale uno o le votazioni online sono una coperta(ina) di Linus. Poi la storia che tutti valgano allo stesso modo è stato l’inizio della fine, non valgono tutti allo stesso modo, valgono al momento in cui si scelgono i rappresentanti. Poi i rappresentanti si confrontano con chi li ha votati, e anche magari con chi non li ha votati. Ma rappresentano, non sono dei portavoce, hanno piena responsabilità, poi verranno ricandidati, riconfermati o meno.

Dirai, “Allora che cazzo vuoi? Non mi hai votato, non mi voteresti, non sai cosa scrivere stasera sul tuo blog?

In questi giorni penso ci sia una riunione dei gruppi parlamentari e non penso sarà così ininfluente sul futuro vostro ma anche della politica italiana. Certamente non ci saranno rivolgimenti, ma vi conterete, anzi sarà la formalizzazione di una conta che avete sicuramente già fatto.

Che succederà poi da qui, alle prossime elezioni? Io credo che il movimento oramai sia finito. Resterà un movimento che farà i suoi eletti ma non  potrà incidere, del resto ha inciso? L’inizio della fine è stato l’incontro con Renzi sulla legge elettorale. Io credo che alla fin fine il M5S verrà ricordato come un “Uomo qualunque” di settant’anni dopo, un po’ più in grande, ma un fuoco fatuo ed irrilevante.

Allora che cazzo vuoi?

Quello che temo è che veniate assorbiti da qualcuno o che nasca un M5S 2.0 fatto dei fuoriusciti. Io spero invece che diversi di voi, con una collocazione a sinistra, possano essere catalizzatori di una forza nuova che finalmente parta su basi nuove, che parta da un  modo di fare politica che avete sicuramente innovato. Un movimento, magari senza la paura di chiamarlo partito  (“Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale “) che però si affranchi da vecchi modi e da vecchi persone. Credo anche che non si debba aver paura della parole destra e sinistra. Ci sono differenze. Io credo non possano convivere nello stesso movimento persone tolleranti rispetto l’immigrazione, sebbene in maniera critica e propositiva, e chi ai barconi vorrebbe sparare. Io credo che quando, come credo, il M5S collasserà ci saranno migrazioni verso il PD e Sel, ma anche verso lega o Casa Pound. Qualcuno lascerà, qualcuno rimarrà, ma penso saranno quelli delle scie chimiche, dell’uno vale uno sempre, quelli del “per comprare una penna bisogna decidere tutti“.

Ho vissuto la campagna elettorale della Lista Tsipras alle europee. Ho capito che una sinistra alternativa non può nascere, viene fagocitata dai soliti. Quelli che, invece di andare ai giardinetti, pensano per l’ennesima volta di poter essere fondatori di un nuovo soggetto politico destinato a fallire in pochi mesi, i più resistenti in qualche anno.
Ho visto comunicati stampa in cui si parlava di “Bocconiani in grisaglia da combattere”. Puzza di vecchio e nessuna velleità di contare ma solo di esserci e testimoniare.
Dagli stessi ieri ho ricevuto una mail firmata “A.P.C.S. – Associazione Politica per la costituente de LA SINISTRA“. Altro giro ed altra corsa.

Io credo, e spero, possiate invece essere voi a sparigliare le carte e che possiate attrarre voi alcuni che sicuramente stanno strette nel PD o in Sel. Potrebbe essere una svolta che da decenni non si vede.

Non ho fatto i conti con te, se ti ci ritroveresti, ma ci provo anche perché, rubando le parole ad Ugo Guarino da tempo vedo una “merda de sinistra che purtroppo xe la mia parte“,  e vorrei tornare a votare.

Grazie per l’attenzione
Fulvio

PS: potreste chiamarvi Movimento 5 Stelle Rosse (scherzo)

Advertisements
This entry was posted in Trieste. Bookmark the permalink.

2 Responses to Lettera aperta al deputato Aris Prodani reloaded (Estesa a Walter Rizzetto)

  1. sergiomauri says:

    Un gran bel post da leggere e, soprattutto, da discutere. Io non credo nel M5S come non credo a Tsipras. Credo ancor meno agli altri, ma sono convinto che la politica, per come l’abbiamo conosciuta, oggi sia finita. Per ricostituire un qualcosa di simile alla “politica” cui noi pensiamo, dovremo aspettare molto a lungo e occorreranno lacrime e sangue, molti errori e sofferenze. Ma la cosa che mi stupisce di più, nei dibattiti come nei ragionamenti politici, è il non accorgersi del fatto che la rappresentanza, come sistema di collegamento e contrattazione (possibile) tra base e vertici nella società capitalistica avanzata, è in crisi in tutto il mondo occidentale, dove ormai non è credibile. Questo per tutta una serie di fattori, tra cui, non ultimi, la corruzione ed il ristagno economico. Il problema non è più se il M5S, il partitino o partitone di destra o sinistra (che anch’io continuo a credere siano due cose diverse, in quanto categorie assolute dell’agire umano), ma di quale forma dialettica di partecipazione diretta alle scelte della società in cui viviamo ci dobbiamo interessare o per cui dobbiamo lottare. Il non parlare di tutto ciò che succede nel mondo in questo senso (dall’America Latina all’Asia) mi sembra come una scelta di retroguardia e, di certo, non aiuta a cambiare. Guardare gli “altri” significa anche e soprattutto avere una base d’appoggio e dei punti di riferimento culturali che possono aiutare ad uscire dall’isolamento politico e culturale nel quale l’occidente è stato gettato in questi decenni di controrivoluzione liberista.
    Una cosa ancora, sull’uguaglianza tra destra e sinistra. Destra e sinistra sono la stessa, pessima cosa, se sono rappresentate da PD e PDL, Lega ed affini. Ed è qui che vince, e non mi ci oppongo, la melassa indistinta della cultura (neo)liberista in cui siamo immersi già da troppo tempo. E, per questo motivo, ho parlato di categorie assolute, ancorché filosofiche, dell’agire umano, alle quali dovremmo ricominciare a riferirci. Prima o poi.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s