Quell’enclave del Comune di Trieste nel castello di Miramare.

10675622_10154865687620381_5190850978950019858_nPerché non va  a vedere i soldi che sono stati spesi da Omero per pagare 4 studenti per dare informazioni turistiche?”. Si conclude così la mia chiacchierata con la signora Margaret Hassel, responsabile del punto informativo di Turismo FVG all’ingresso del parco di Miramare. C’è sempre qualche altra cosa da andare a vedere, invece volevo approfondire, per poi raccontare proprio le vicende del Punto Informativo di Miramare.

Ma occorre partire dall’inizio. A inizio 2014 mi aveva colpito trovare in una delibera del comune che lo stesso aveva affidato alla Associazione “Oltre i 45” di Trieste a gestione del Punto Informativo, che a dire il vero trovavo spesso chiuso.
Mi racconta la presidente della Associazione,  Margaret Hassel, che gestisce lo spazio dal 2007, che si tratta di una “Operazione di ingegneria” voluta fortemente da Ejarque poiché “mai la sovrintendenza  avrebbe consentito una gestione diretta da parte della regione“.

La avevo cercata il giorno prima, ma alle 14.30 l’ufficio era chiuso, mentre il castello era pieno di turisti. La cerco al telefono il giorno dopo, a casa mi dicono che tornerà dal lavoro alle 14-14.30, ma preferisco andarla a trovare.
La convenzione tra comune ed associazione (determina  1255/2014) dice che  la associazione deve
Assicurare per l’intero arco dell’anno un orario di apertura, da comunicare al Comune, che garantisca anche nei periodi di forte affluenza di turisti la costante ed adeguata informazione ed assistenza, e comunque un orario minimo dalle 10.00 alle 16.00 nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, ottobre, novembre e dicembre e dalle 10.00 alle 17.00 negli altri mesi;
Sono gli stessi orari che mi racconta e mi dice che il giorno prima c’era stato un problema con un portatore di handicap per cui avevano dovuto chiudere per aiutarlo. Succede, non ho motivo di dubitare, la convenzione prevede anche che il Comune controlli e che la associazione presenti rendiconti periodici. Mi chiedo se entrambe le cose vengano fatte.

In cosa consiste la operazione di  ingegneria? La regione, oramai dal 2007 versa al comune un importo che il comune gira alla associazione per gestire il punto.  Per il 2014 sono stati 24.800 euro netti dei quali il 90% rimborsati dalla regione.
Ci sono due cose che mi colpiscono. Il primo è  il fatto che l’informazione turistica in un luogo così importante non venga gestita direttamente e ci sia questo accrocchio, apparentemente lasciato alla buona volontà di chi lo gestisce. Secondariamente il misterioso mondo delle associazioni e dei contributi alle associazioni mi affascina da sempre.

La signora Hassel mi racconta che l’associazione, che conta 74 soci, nasce a seguito di un corso “Oltre i 45” fatto dall’Enaip. Non gestisce solo il  punto informativo, quella è una cosa che fa solo lei, si occupa di camper, gare di canoa, ed altro. Non ha altri contributi. Quando le ricordo un contributo della provincia di 1800 euro mi dice che quello riguarda un altro gruppo della associazione. Pare insomma qualcosa di anarchico e gestito ognuno per se.
La sede è l’abitazione della presidente, che confessa di essere stanca per cui dimissionaria. Le elezioni si terranno il 4 febbraio, dice.

La convenzione col Comune nasce da lontano, da un progetto presentato durante al corso che, mi dice, era piaciuto tanto a Di Piazza ed all’allora direttore della Azienda di Turismo De Gavardo. Poi con Ejarque finalmente la sua attuazione con la prima convenzione che ritualmente viene rinnovata oramai da 7 anni.

Non è sola a farlo, mi racconta che c’è una convenzione con la Scuola per Interpreti e Traduttori per degli stage di alcune ragazze. Non ci sono ma in quel momento erano al castello ad accompagnare dei turisti poiché tra i compiti c’è quello di “accompagnamento senza preavviso”. Le ragazze, come mi dice, accompagnano e danno qualche spiegazione. Quando chiedo se sono guide  corregge, solo accompagnano.

Viste le mie perplessità sulle modalità di assegnazione mi dice che serve per snellire e che altrimenti la regione dovrebbe spendere di più. Aggiunge che deve firmare una liberatoria poiché dietro l’ufficio il terreno sta franando e che non sarebbe possibile, se non con la sua disponibilità, portare avanti la attività. Le chiedo se le studentesse firmano la liberatoria ma non mi risponde.

Oramai seccata della mia presenza mi racconta che le spese  servono  per il telefono, per il computer, per dare un biglietto dell’autobus ed un caffè alle stagiste e che lei non ha alcun ricavo e che comunque non ho alcun diritto di fare i conti in tasca alla associazione.
Mi congeda dicendomi che scriverà all’assessore Kraus ed alla dottoressa Fabiani che, mi ricorda, ha un marito avvocato.
Lascio l’ufficio in cui campeggia un enorme poster pubblicitario di PortoPiccolo.
Dopo mezz’ora, mentre aspetto l’autobus,  la vedo passare. Sono le 15.

Su Miramare avevo scritto anche qui (Non è un castello per incontinenti. Scandali a Miramare)

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