Non è un castello per incontinenti. Scandali a Miramare.

10904699_10205524534133253_2049585038_nSi spera che il turista arrivato a Miramare nella sola finestra concessa di apertura del parco, dalle 14 alle 16, alla vista del castello non avesse un impellente bisogno. I bagni sono aperti solo fino alle 14 come un brutto, provvisorio foglio di carta indica su un altrettanto brutto cartello che indica la direzione per i WC.
Questo succede ogni giorno, così come succede ogni giorno che i turisti stranieri si trovino un cartello di indicazioni in un inglese che pare scritto da un allievo dei primi corsi del’Università Popolare.
Succede ogni giorno che il turista che legge sul sito del castello  “La zona sud ovest, protetta dal vento, accoglie aree geometricamente impostate, come nel caso del giardino all’italiana antistante al “Kaffeehaus” o delle aiuole ben articolate intorno al porticciolo.“, magari lo cerca e trova solo un’area recintata,  oramai distrutta da anni. Può pensare che, come scritto, “i lavori  avviati nella primavera del 1856, sono seguiti costantemente da Massimiliano“, non siano ancora terminati. Del resto hanno tolto i cartelli con le date di fine lavoro, c’era da vergognarsene a lasciarli in vista, oramai date già passate. Un foglio spiegazzato indica che il caffè è comunque aperto, una bella vista su quelle che erano le aiuole non si nega a nessuno.
Ogni giorno chi arriva magari in bicicletta non può raggiungere pedalando il castello e non trova neppure una rastrelliera dove poterla lasciare per andarci a piedi.
Succedono tante cose ogni giorno e ci si scandalizza per una chiusura il primo gennaio quando tutti i musei statali sono chiusi. Discutibile ma così è.

Vien da chiedersi se piuttosto non esista un problema di informazione. Ieri  PromoTrieste che gestisce i contenuti di “Discover Trieste”, per ora solo su Facebook, a breve su web, annunciava  che  il castello era aperto e gratis. Dov’era il primo gennaio, si svegliano adesso? Capiterà sempre che dei turisti si troveranno sorpresi di fronte ad una chiusura, ma quanti potevano essere avvisati?
Immagino che il comune o PromoTrieste abbiano una mailing list di albergatori e di b&b cui ricordare di avvisare gli ospiti della chiusura. Credo di immaginare male, o se la hanno sicuramente non è stata usata.
Le guide che si lamentano della chiusura sono ridicole, Trieste è solo Miramare?

L’assessore Edi Kraus, dall’alto della sua esperienza di venditore di  viaggi, dice che “È vero, noi non ne sapevamo nulla. Però visto che la notizia è stata riportata all’interno del sito internet dedicato a Miramare  mi sento di dire che i responsabili hanno fatto il loro dovere
E’ questo vergognoso, che non ci si ponga il problema per cui il comune non sa che cosa succede sul territorio e non agisce, nell’ambito delle sue competenze.
Lo sa l’assessore Kraus che il comune paga, con soldi della regione, una struttura dentro Miramare che potrebbe magari farsi carico di sollevare il problema? Ma questa è un’altra storia che val la pena raccontare approfonditamente, ve la racconterò.

Pare che l’assessore non sia andato neanche a vedere il sito di Miramare, se ritiene informativo che, nascosto all’interno del sito ufficiale del castello, ci sia l’avviso della chiusura il primo gennaio. Magari sarebbe stato utile un avviso nella home page, ma pare che aggiornare il sito del castello sia impresa improba. Ci era voluto un anno, e quattro mail, per far cambiare la indicazione sulle entrate del castello oramai chiuse.

Il problema allora è la chiusura di un giorno o la gestione dilettantistica che avviene ogni altro giorno dell’anno?

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