Tariffe dei trasporti a Trieste. Tesserini, aumenti ed arrotondamenti.

altanIo ho un vago ricordo che una volta funzionasse al contrario:  politici o associazioni dei consumatori si accorgevano di qualcosa che non va, la divulgavano ai giornali, la gente si indignava. Qualche volta erano  i giornali ad accorgersene per primi.
Oggi oramai non va così, la gente indignata scrive lettere o post, i giornali se ne accorgono e quindi i politici si indignano. In questo come in altri casi oramai è evidente lo scollamento tra politica e  problemi, e la incapacità dell’informazione di andare al di là delle veline che arrivano.
Vengo ai fatti. Il 5 dicembre, come ogni anno in questo periodo, la regione delibera gli aumenti delle tariffe dei mezzi pubblici (la delibera di giunta, per chi la volesse cercare è la 2328/2014). Il 12 dicembre Trieste Trasporti pubblica sul suo sito  la seguente notizia:

Si informa che nel corso del 2015, in vista della gestione unitaria regionale del servizio di trasporto pubblico locale, come previsto dalla normativa regionale, per l’acquisto degli abbonamenti sarà necessario essere in possesso di un tesserino d’identità, finora richiesto solo per gli abbonamenti acquistati online.
Il tesserino d’identità contiene i dati anagrafici e la fototessera dell’abbonato. È valido per 5 anni ed ha un costo di 5 euro.
Nasconde il fatto che la normativa regionale lo prevede da sempre ma come facoltà. Ne parlo il giorno dopo su questo blog. Tutto tace dal mondo della politica e della informazione.
Il 31 il Piccolo pubblica un articolo con le nuove tariffe aumentate e dice che  “il 2015 riserva una primizia che esula dagli aumenti“. Intervista  anche le associazioni dei consumatori che finalmente si accorgono di questo tributo.  Luisa Nemez, che tiene sul Piccolo una rubrica quindicinale di difesa dei consumatori dice “Stiamo studiando la materia cercando di capire come funziona altrove“. Il 15 dicembre aveva dedicato la sua rubrica chiedendo l’opinione al vicepresidente di confcommercio  sul fatto che i triestini spenderanno per cibo perché “sono sicura che sulle tavole non mancheranno i prodotti della tradizione” e non spenderanno per regali. Il consumatore visto dalla parte di chi incassa i suoi soldi insomma. Il presidente dell adoc, Ferronato invece non trova niente di meglio che dichiarare “Riteniamo sarebbe stato più “elegante” spalmare la cifra che si prevede di intascare sul singolo biglietto venduto, meno appariscente“. Una bella idea, spero mi legga perché verrà a sapere che c’è stata anche la spalmatura.

Oggi, 3 gennaio, arrivano alla fine i commenti indignati dei politici. Mi chiedo perché dei politici di opposizione che hanno rappresentanti presenti in consiglio regionale, parlo degli indignati odierni di Forza Italia e M5S, non si chiedano se forse manchi la loro funzione di controllori. Mi si permetta solo una frase di autoincensamento, per scrivere le mie cose, sono solito scorrere tutte le delibere di comune e regione. Loro forse sono pagati per farlo. O almeno leggano il mio blog.

Veniamo all’abbonamento, come detto è lecito da parte di Trieste Trasporti richiederlo, lo prevede la normativa. Fatta una stima sulla base dell’ultimo dato disponibile degli abbonamenti venduti,  il “regalo” è di circa 150.000 euro. Grazie ai risparmi attuati dalla giunta Cosolini, sotto Di Piazza costava 251.000 euro, si coprono gli emolumenti del consiglio di amministrazione, che sono pari a 132.000 euro.
Ovviamente la tessera vale 5 anni per cui l’importo andrebbe spalmato, ma si evita di raccontare una piccola cosa. Il 23 gennaio scade la presentazione della gara per l’affidamento ad una unica azienda regionale dei servizi automobilistici e marittimi. Le 4 aziende delle province  si sono consorziate, per parteciparvi, ma non è detto vincano. E non è detto che il nuovo contratto preveda la possibilità del tesserino.  In realtà la gara d’appalto avrebbe dovuto essere indetta nel 2010,  alla scadenza del contratto precedente, ma la giunta Tondo è stata incapace di indirla e di proroga in proroga si è arrivati ad adesso.

Visto che associazioni consumatori ed opposizione ora si interessano all’argomento, mi permetto di segnalare un’altra questione non secondaria. Ogni anno l’aumento delle tariffe è pari al 120% dell’indice ISTAT legato ai trasporti. Già qui c’è qualcosa di bizzarro. La normativa prevede che la regione ai concessionari invece rimborsa un importo pari al 95% dello stesso tasso. In sostanza, fatti i conti, si concede una aumento annuo del 15% circa rispetto all’aumento dei costi, però l’aumento viene fatto pagare agli utenti.

Non basta, l’aumento viene arrotondato ai 5 centesimi. Quest’anno l’aumento è dell’1,2% per cui il biglietto avrebbe dovuto passare a 1,3156. Logica vorrebbe che si arrotondasse all’importo più vicino e quindi non ci sarebbe dovuto essere alcun aumento. Anche calcolando i vari aumenti a partire dal 2009 ed accumulandoli non si arriva a 1,35. Del resto, ed anche questo è un mistero, nel resto della regione costerà 1,25 e da sempre a Trieste si paga di più.

Ho cercato di scoprire il perché dell’arrotondamento superiore, visto che nella delibera di aumento di dice “Atteso che tutti gli importi risultanti devono essere arrotondati ai 5 centesimi di euro “. Del resto, per fare un esempio,  l’arrotondamento delle tariffe autostradali viene fatto all’importo più vicino.
Purtroppo, contro la burocrazia amministrativa non ho avuto la meglio. In una regione trasparente, come si vanta di essere la nostra, un cittadino dovrebbe poter consultare facilmente gli atti. Val la pena raccontare le mie ricerche, in se sono uno specchio della trasparenza delle aministrazioni.

Sul sito della regione viene scritto che “Il regime tariffario dei servizi di linea del trasporto pubblico locale, ai sensi della legge regionale 7 maggio 1997, n. 20, è approvato con delibera di Giunta regionale.” Peccato che la legge, andandosela a cercare, non sia più in vigore, sostituita da altre leggi.
In particolare  la delibera 2686 del 1999 prevede lo schema dei contratti  di servizio per le linee automobilistiche.  Peccato che non ci sia sul sito e, vengo a sapere, non era neanche stato pubblicato nel Bollettino Regionale. Non mi resta che richiederlo all’ufficio competente, con domanda in carta semplice, allegando bollettino di pagamento pari a 0,15 euro a copia. Prima di fare il pagamento chiedo quanto tempo ci vuole. La risposta e “abbiamo 30 giorni di tempo”. Poi mi viene detto che se mando la ricevuta del pagamento me lo avrebbero fatto subito ed avvisato per passarlo a ritirare. Pago, mando la scansione del bollettino e non ho notizie. Mi arriva una busta per posta dopo 5 giorno, intanto mi ero procurato in altri modi la delibera.
La delibera però non parla di arrotondamenti ma rimanda ai singoli contratti stipulati dalle province. Scrivo alla provincia come posso consultare il contratto con Trieste Trasporti. Ricevo celermente una risposta, già sentita in altre occasioni. La dottoressa Concetta Dimasi, responsabile dei contratti mi scrive:

Buongiorno, in merito alla sua richiesta evidenzio quanto segue:
la norma sull’accesso agli atti individua per “interessati”, tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso;
peraltro si chiede l’accesso ad un contratto che disciplina un accordo fra le parti, derivante da una gara ad evidenza pubblica indetta a suo tempo dalla Regione FVG, che ovviamente non viene pubblicato sul sito della Provincia.
pertanto mi spiace ma non posso aderire alla sua richiesta

Mi risulta sempre difficile capire il perché un cittadino che si informi di soldi pubblici, in questo caso spesi per un servizio pubblico, non sia portatore di un interesse che gli consenta di vedere gli atti.

Dopo qualche giro di telefonate arrivo alla persona della regione responsabile dei trasporti il Dott. Enzo Volponi. Sono convinto di essere vicino alla meta.

Gli scrivo una mail che chiede:

Non riesco a trovare alcun riferimento alle modalità di calcolo dell’arrotondamento ai 5 centesimi, dopo effettuato l’aumento del 1 20% dell’indice istat trasporti.
Lo schema di convezione (delibera 2686/2009) non ne parla.
Mi riesce a dire a che normativa si fa riferimento?

La risposta:

Per il calcolo della tariffa aggiornata si parte da quella dell’anno precedente non arrotondata con 4 cifre decimali e si applica il 120% del tasso medio di inflazione del periodo luglio-giugno dell’indice ISTAT FOI settore trasporti. Il valore così ottenuto viene arrotondato ai 5 centesimi di euro.

Grazie, lo sapevo, ci rinuncio. Fatti i conti è un regalo di almeno altri. 150.000 euro

Qualcuno vuole occuparsene? Posso fornirgli anche dati e riferimenti più dettagliati.

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4 Responses to Tariffe dei trasporti a Trieste. Tesserini, aumenti ed arrotondamenti.

  1. scovaze says:

    Tutte giuste le osservazioni sui prezzi, se il comune non fosse il primo azionista della TT forse potremmo evitarci questi continui aumenti e subire una gestione del tutto slegata dalle necessità dell’utenza ma vicina al bilancio cittadino. Chi frequenta il Veneto si sarà accorto del salto di qualità senza aumenti avvenuto con delle gare “serie”, che hanno visto il passaggio dalle ex municipalizzate alle FS (incredibile ma vero). Per non parlare delle decisione di TT di mantenere la media della flotta a 4 anni, quando semplicemente portandola a 5/6 anni non comporterebbe nessun disagio all’utenza e grandi risparmi (ordinare un anno 6 bus iveco, l’anno dopo 6 breda, l’anno dopo ancora 6 mercedes e per finire 6 solaris quest’anno non è certo il massimo per la manutenzione, anche se i bus sono sempre nuovi). Il problema dei furbetti che ha portato ad introdurre il tesserino viene risolto abbandonando il biglietto di carta, introducendo smartcard e app. In Olanda dall’anno scorso hanno abolito i biglietti cartacei e tesserini per tutti gli operatori, ferro e gomma. La tessera va caricata a seconda delle necessità e bisogna fare “check out” alla stazione o alla fermata, chi se ne dimentica si trova a pagare l’importo massimo giornaliero. Con un cellulare con tecnologia NFC si può fare lo stesso, e considerando che le pensiline alle fermate dei bus a Trieste hanno i sensori per poter visitare i siti e vedere le pubblicità sul telefono potrebbero fare la fatica di installarli sui bus…

  2. Gianni Bua says:

    Avevo postato su altro blog, ma repetita juvant. Tra le varie tipologie di abbonamenti TT esiste anche la ” fascia morbida “. inparole povere, l’abbonamento, che ha una notevole riduzione, è valido dalle 05.30 alle 07.00 e dalle 21.00 a fine corse. Ti lascio indovinare quanti triestini lo acquistano,,,,Avevo scritto alla Provincia di TS, delegata per legge a stabilire le tariffe, e mi fu risposto che la “fascia morbida ” OBBLIGATORIA PER LEGGE viene stabilita dal concessionario in modo da limitare l’uso. Peccato che Udine/pordenone ne facciano altro uso, agevolando gli utenti. Non parliamo delle tariffe di altre città in cui tale tariffa – riservata ai meno abbienti ed ai pensionati – sia applicata alle ore di minor traffico di lavoratori e studenti. La potesta di stabilire le nuove tariffe passa ora alla Regione : scopa nuova scopa meglio ??

    Servus, Gb

  3. Pingback: Andiamo all’arrotondamento. I Biglietti di Trieste Trasporti | Il Cren pizzica.

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