La Trieste assente. Ma proprio il sabato devono fare una commemorazione Afghani e Pakistani?

10411086_10205407828975697_9147141464976446927_nSimbolico di quanto successo è l’arrivo del giornalista de Il Piccolo Pier Paolo Garofalo. Chiede se la commemorazione debba ancora iniziare. Scoperto che era già finita raccoglie alcune dichiarazioni. Un uomo poi gli racconta del perché sia scappato dal Pakistan. Alla fine commenta: “Mica posso scriverlo, queste storie non hanno verifica“. Ma è lo stesso giornalista che è stato smentito dall’ONU per dichiarazioni che aveva attribuito ad un suo funzionario? Magari da quella storia ha imparato ed ora è un severo controllore delle fonti.
Mette via il libretto e se ne va, tanto ci si può scommettere, se va bene usciranno dieci righe.
Il Piccolo che ha mandato un fotografo a seguire il corteo di 200 persone dei movimenti indipendentisti non ha ritenuto di mandarne alcuno per una 80 di persone che in Piazza Cavana, questo pomeriggio hanno commemorato i 140 morti della strage di Peshawar del 16 dicembre. Nessuna notizia online prima, nessuna dopo.

La avevano organizzata i richiedenti asilo afghani e pakistani che sono a Trieste, erano tutti presenti, una cinquantina. Avevano espresso il desiderio di fare questa commemorazione, l’ICS gli ha dato una mano.
Era una occasione per stare vicino, con l’occasione della commemorazione, a coloro che sono temporaneamente concittadini. Richiedenti asilo che vengono fotografati per strada se hanno un cellulare per mostrare come siano dei parassiti, richiedenti asilo che vivono ogni giorno una città sempre più intollerante.

Invece assieme a loro le persone dell’ICS e pochi cittadini.
Ma i cittadini assenti erano in buon compagnia.
Non c’era la cosiddetta “casa delle culture”, che solo due settimane fa aveva manifestato contro l’intolleranza. ma forse non c’era possibilità di attaccare manifesti sul Ponte Curto.
Non c’era alcuno della giunta, del consiglio comunale. Non c’era alcuno del partito democratico, ma sono scusati, non vanno neanche agli auguri del Senatore Russo,
Non c’era il consigliere PD Aureo Muzzi che era finito sul giornale per aver organizzato assieme ad una gelateria il dono di una pallina a testa a dei rifugiati. Ma si sa aveva avuto un bell’articolo.
Non c’era SEL e non c’era alcuno di S/paesati che “organizza eventi sul tema delle migrazioni, nata da un’esigenza, quasi una pulsione, un bisogno di capire quest’epoca frammentata, dalla necessità di riflettere sulle trasformazioni e i cambiamenti; e da quella di unire, combinare le migrazioni del passato con quelle del presente, cercando un denominatore comune fra i fenomeni migratori e le diverse culture, con particolare attenzione a ciò che avviene nel nostro territorio“.
Non c’era alcun grillino, alcun cattolico “impegnato”.
Nessuno della curia.

Forse un po’ di vergogna si deve qualche volta provare.

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One Response to La Trieste assente. Ma proprio il sabato devono fare una commemorazione Afghani e Pakistani?

  1. sergiomauri says:

    C’erano, tuttavia, alcuni iscritti di Rifondazione Comunista/Tsipras, intervenuti a titolo personale, e qualcuno di Sinistra Classe Rivoluzione che ha anche distribuito un volantino (l’unico) per l’occasione. Concordo con te sul fatto che l’indifferenza della città sia quasi generale.

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