Trieste: i miracoli di Sant’Antonio e gli scarafaggi di San Sergio.

santantonioSolo chi è uno stupido non cambia idea. Sono felice di vivere in una regione dove la Presidente è particolarmente intelligente. Era il 2012, alla Zanzara su Radio24, Deborah Serracchiani  affermava che “un leader del Pd lo abbiamo: sarebbe come scegliere le tendine mentre il Palazzo sta crollando“. Ed ancora “Matteo Renzi dovrebbe restare a fare il sindaco di Firenze“. Passarono un po’ di mesi e divenne renziana ortodossa e vicesegretario di partito.
Non sono serviti mesi, invece, per cambiare idea riguardo i soldi per il restauro della Chiesa di Sant’Antonio, il problema di Trieste, secondo forse solo al traffico.  Solo 15 giorni fa il Piccolo titolava “Regione, zero euro per le chiese in finanziaria“. Nel 2014 la regione, per aveva speso 1.300.000 euro, nella finanziaria 2015 il capitolo risultava a zero. La giunta comunque si affrettava a rassicurare del fatto che “a luglio prossimo venturo si sarebbe provveduto“. Invece, il Piccolo oggi ci racconta del “Miracolo di Sant’Antonio”. Debora senz’acca Seracchiani oggi “si è svegliata di buon mattino e, prima di metter piede in Piazza Oberdan, ha fatto due passi in centro a Trieste per verificare con i suoi occhi la chiesa. Un sopralluogo a sorpresa. Si è soffermata soprattutto sulla facciata posteriore […].  La governatrice ha impugnato il cellulare e ha scattato alcune foto per mostrarle ai consiglieri in aula“.  Così è avvenuto il miracolo. La maggioranza assieme alla minoranza hanno approvato un ordine del giorno, del pasionario Bruno Marini, che garantirà per il 2015 i 450.000 euro necessari al restauro.

A saperlo che alla presidente piacciono Santi, passeggiate e fotografie, la avrei portata a Borgo San Sergio, nelle case popolari di Via Grego. In uno dei caseggiati, all’ottavo piano abita L., una storia difficile, un progetto di sostegno, seguita da servizi dell’Asl, servizi sociali e da un amministratore di sostegno.  “Seguita” forse non è proprio la parola adatta.
In questi giorni avrebbe dovuto tornare a casa. Oggi, due addetti della cooperativa Basaglia avrebbero dovuto fare delle pulizie “pulire i vetri, spolverare, pulire per terra“, questa l’attività che avrebbero dovuto eseguire, mandati dall’ASL. Tutto al condizionale, non lo hanno fatto. Se ne sono andati, perché non si può spolverare  in mezzo agli scarafaggi.

scarafaggiPeccato che l’Ater dieci giorni fa abbia mandato degli addetti a fare la disinfestazione anche dell’appartamento di L., assieme ad un’altra decina di appartamenti. In un’ora il lavoro, dicono gli inquilini, era finito. I risultati si vedono.
Annoso il problema degli scarafaggi in quel complesso. Si annidano e proliferano, all’ultimo piano, al caldo delle caldaie, dove una volta stava la lana di vetro isolante, poi scendono ed invadono gli appartamenti.

Le disinfestazioni, a maggior ragione quelle fatte male, non servono. Servirebbe un intervento risolutivo.
Mi rendo conto che gli abitanti delle  “Case dei Puffi” non abbiano consiglieri amici, non ci siano mogli di ex presidenti dell’assemblea regionale PD, però forse si potrebbero dare straordinariamente all’ATER i soldi necessari all’intervento. Penso siano molti meno dei 450.000 euro per Sant’Antonio o del 100.000 per l’Ausonia.

San Sergio gliene sarebbe grato eternamente.

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