Cose per le quali val la pena intestare una via a Trieste. Il calcio.

Amilcare-BertiIntitolare una via è cosa difficile, lo ricordava la vicesindaco Fabiana Martini, nel settembre 2013 sul Piccolo (vedi articolo), deve deciderlo e motivarlo la Commissione Toponomastica. Soprattutto occorre trovare una via disponibile da intitolare, senza complicare la vita a cittadini ed aziende che debbono cambiare l’indirizzo sui documenti.
Esiste poi un altro vincolo, per evitare che si intitolino vie sull’onda emotiva di una scomparsa, che dice che debbano passare dieci anni dall’anno della morte.


Franco Basaglia è morto nel 1980. Nel 2010, l’assessore con delega alla toponomastica Paris Lippi blocca l’intitolazione di una via allo psichiatra. La motivazione è che “La sinistra mi dice che la via individuata all’ex Opp è svilente per la caratura del personaggio? D’accordo, io non voglio svilire nessuno, quindi la delibera che era pronta non la porto neanche in giunta, anzi, la ritiro“. Si può essere d’accordo che rinchiudere una Via Basaglia all’interno del manicomio possa essere un ossimoro, ma il risultato è che Bologna, Roma, e tante altre città grandi e piccole lo ricordano e Trieste no. Una intitolazione non pare sia  nell’agenda delle cose da fare della giunta attuale.

Angelo Cecchelin è morto nel 1964. Per lui era pronta l’intitolazione del Ponte Curto, ma poi polemiche per aver  accusato di fascismo e collaborazionismo  un attore Giacomo Pellegrina, poi gettato nella foiba, portarono ad un nulla di fatto. Ne scrissi nell’anniversario della sua morte.  Il sindaco, svanita l’intitolazione del ponte disse comunque “Cecchelin merita di essere onorato e ricordato. E la commissione toponomastica? Se ne farà una ragione”. La commissione non ha avuto sinora motivo di farsene una ragione.

Amilcare Berti è morto nell’agosto 2014, esattamente 4 mesi fa. Oggi la giunta comunale ha deciso di dedicargli un piazzale. Non è la persona che ha rivoluzionato  la psichiatria, non è il più grande attore triestino ma è “Stimato  presidente dell’Us Triestina Calcio (2000-2005) artefice della doppia promozione dalla serie C2 alla serie B, a un passo dal sogno della serie A“.

Aggiornamento: il sindaco fa sapere che si tratta di piazzale interno allo stadio, per cui non vigono le regole dei 10 anni. Al solito il Piccolo ha dato una informazione incompleta parlando di piazzale genericamente. Resta il fatto che Basaglia e Cecchelin non sono ricordati e sarebbe tempo di farlo.

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One Response to Cose per le quali val la pena intestare una via a Trieste. Il calcio.

  1. sergiomauri says:

    L’intitolazione a Berti è avvenuta in un clima di entusiasmo bi o tri-partisan, se non ricordo male….http://www.triesteprima.it/cronaca/stadio-rocco-approvato-lo-spazio-intitolato-ad-amilcare-berti.html

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