La tassa sull’autobus. La burocrazia della Serracchiani e le bugie di Trieste Trasporti.

club_topolino_1Si informa che nel corso del 2015, in vista della gestione unitaria regionale del servizio di trasporto pubblico locale, come previsto dalla normativa regionale, per l’acquisto degli abbonamenti sarà necessario essere in possesso di un tesserino d’identità, finora richiesto solo per gli abbonamenti acquistati online.

Che ci possono fare loro, lo ha deciso la regione. Così improvvisamente per acquistare un abbonamento per i mezzi pubblici occorre un documento di identità. Evidentemente la regione e le aziende trasporti non si fidano del valore legale della carta di identità.
TriesteTrasporti  glissa sul fatto che  la normativa regionale dica che “Le Aziende di trasporto possono obbligare gli utenti a munirsi di un tesserino di identità valido
per cinque anni al prezzo di Euro 5,00. Tale facoltà è obbligatoria per l’abbonamento annuale. ”  Quindi possono obbligare, e naturalmente non si tirano indietro. Sono in buona compagnia del resto. La SAF di Udine così come l’ATAP di Pordenone lo richiedono  e lo fanno pagare 5 euro, però lo fanno per gli abbonamenti annuali, come obbligati. L’APT di Gorizia invece lo rilascia gratuitamente solo la prima volta.

E’ del primo dicembre 2014 l’approvazione da parte del governo Renzi della cosiddetta “Agenda per la semplificazione“.  Contiene, “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa“.  Da un lato il governo guidato dal segretario del PD semplifica e dall’altro la vice segretaria Debora Serracchiani  complica la vita ai cittadini?

Non dovrebbe essere secondario il fatto che una la legge Bassanini recita, val la pena citarlo interamente, che “I dati relativi al cognome, nome, luogo e data di nascita, cittadinanza, stato civile e residenza, attestati in documenti di riconoscimento in corso di validità, hanno lo stesso valore probatorio dei corrispondenti certificati. È fatto divieto alle amministrazioni pubbliche ed ai gestori o esercenti di pubblici servizi, nel caso in cui all’atto della presentazione dell’istanza sia richiesta l’esibizione di un documento di riconoscimento, di richiedere certificati attestanti stati o fatti contenuti nel documento di riconoscimento esibito.” Parla di presentazione di istanza, per cui, molto probabilmente, un cavillo si trova sempre.

Perchè questo regalo? Non basta il fatto che alle aziende trasporti viene regalato il 20% dell’aumento Istat? Infatti la stessa normativa che prevede la possibilità del balzello di 5 euro prevede che le tariffe vengano aumentate come minimo, la percentuale viene decisa dalla giunta regionale, di un importo pari al 120% dell’indice ISTAT relativo ai trasporti.
Così il biglietto che costa ora 1,30 Euro dovrebbe costare 1,312 euro. Nessun problema però, si arrotonda ai 5 centesimi e così costerà 1,35 euro con un aumento del 3,7%

Basta fare un po’ di calcoli e si scopre che il biglietto, dalla tariffa del 2010 avrebbe dovuto avere un aumento,  calcolato il 120% dell’indice ISTAT pari al 19,8%. Una enormità che comunque, senza le successive approssimazioni lo avrebbe portato a 1,31 euro. Invece l’aumento effettivo è stato di quasi il 23%.

Non resta che sperare in una futura giunta di sinistra che incentivi il trasporto pubblico invece che penalizzare chi lo usa.

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5 Responses to La tassa sull’autobus. La burocrazia della Serracchiani e le bugie di Trieste Trasporti.

  1. davidecastellaneta says:

    O magari una giunta 5S,sarebbe meglio.

  2. Arcimboldo says:

    Magari si può sperare che questa sinistra classista venga spazzata via da una destra più sociale e più vicina al popolo che alla casta.

    … e poi mi sveglio…

  3. Pingback: Tariffe dei trasporti a Trieste. Tesserini, aumenti ed arrotondamenti. | Il Cren pizzica.

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