L’attrazione fatale per le transenne del parroco di Sant’Antonio a Trieste.

2014-11-14 19.48.27Se non è amore poco ci manca. Ognuno di noi ha le sue fissazioni, le sue manie, le sue debolezze, le cose a cui non si riesce a resistere. Don Fortunato Giursi, il parroco di Sant’Antonio ha un debole per le transenne. La ferita di quelle che sono state tolte dal pronao della chiesa, dopo una “battaglia” durata  sedici mesi, non si  è mai rimarginata (La avevo raccontata qui). Mi piace pensare però al sacerdote che adesso, ogni mattina, va sul retro della chiesa e placa il suo dolore vedendo la ventina di transenne ben disposte ad impedire l’accesso nelle vicinanze della facciata. Forse ci scappa una piccola carezza o una parola dolce.

Questa volta le transenne non servono a tener lontani coloro che magari avevano l’ardire di sedersi sulle scalinate della chiesa, servono ad impedire che dei pezzi di intonaco cadano in testa ai passanti. Ma cadono? Se si sta vedere il selciato pulitissimo non pare cada alcunché.

E’ successo che a inizio novembre, dopo un temporale, forse, qualche pezzo di intonaco è caduto. E’ stato chiamato il comune che  ha recintato la zona. “Si tratta di una protezione precauzionale in quanto gli intonaci sono in condizioni precarie” ha dichiarato sul Piccolo l’assessore Dapretto, “Siamo consapevoli che su quel lato della Chiesa c’è bisogno di un intervento di manutenzione ma in questo momento non ci sono risorse disponibili. È chiaro che se ci dovessero essere delle urgenze, interverremo immediatamente, ma adesso non possiamo fare di più. La speranza è quella di poter sanare la situazione il prossimo anno contando anche su finanziamenti regionali“.

Secondo il più prevedibile e scontato dei copioni, quando si nomina la chiesa interviene l’assessore regionale ombra in Affari di Sant’Antonio Bruno Marini (DC, UDC, Forza Italia? Ho perso il conto). Naturalmente il suo cavallo di battaglia è che il comune, attraverso la regione, dovrebbe tirare fuori quel milione di euro per rimettere a nuovo la facciata. Anzi il consigliere dice che non occorre aspettare la regione: “Affermare che si aspettano i fondi regionali mi pare a questo punto una presa in giro, visto che si sono liberati una serie di spazi finanziari. Consiglio invece al Comune d’inserire tra le priorità anche il completamento di Sant’Antonio Nuovo“.  Insomma il problema di Trieste, a maggior ragione in questo periodo,  è questo ed ha priorità sul sociale sullo sviluppo, sui nidi. Su tutto.

Vien da chiedersi e da chiedere alla amministrazione comunale se non possa e debba cercare di vedere se c’è un bluff, ossia spendere i pochi soldi che servono per togliere eventuali intonaci pericolanti e togliere (ancora una volta) le transenne da Sant’Antonio.  Più che una sicurezza per i pedoni sembrano una sicurezza per chi vorrebbe spendere soldi.

Nel contempo il comune potrebbe cominciare a chiedersi se non ci sono gli strumenti per cedere anche a costo simbolico le chiese di proprietà del comune alla curia. A Cormons lo hanno fatto, perché non è fattibile qui?  Costano alla comunità, secondo una interrogazione dei grillini un milione e mezzo di euro all’anno (vedi articolo).
In quell’occasione, nel dicembre 2013, l’assessore Dapretto, sull’eventualità di cederle disse “Questione da approfondire“. Ma, si sa, c’è bisogno dei tempi necessari.

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