Fotografare e schedare gli immigrati a Trieste. Quale sarà il prossimo passo?

kuklus“Davanti ad un caffè di via Veneto due fotografi americani prendono istantanee della gente troppo ben vestita che si gode il sole. Passano poi a fotografare i mendicanti che stazionano sulla porta del caffè. Disapprovazione dei presenti. Escono tre giovani, pretendono che i fotografi si allontanino, non vogliono offese all’amor patrio. La gente applaude. Si dicono frasi sul “popolo italiano”, i fotografi vengono invitati a tornare al loro paese, a lasciarci alla nostra “dignitosa miseria”. I mendicanti approvano, non smettono tuttavia di chiedere l’elemosina, benché con aria più dignitosa di prima, anzi un po’ nazionalista. Dopotutto – sembra vogliano dire – i mendicanti italiani sono i migliori del mondo.” Diario Notturno, Ennio Flaiano

Oggi vengono invitati i mendicanti oppure i profughi a tornare al proprio paese, anche coloro i quali per scappare dal loro, in  guerra, hanno fatto migliaia di chilometri.
Oramai non si fanno distinzioni, tutti sono “clandestini”. Comunitari. extracomunitari, venditori o mendicanti, richiedenti asilo. Tutti, buoni o cattivi. accomunati dalla patente di fastidiosi. Non sono uomini e donne, sono solo fastidi, portatori di degrado. Sono “cose” che si possono tranquillamente fotografare, con disprezzo della loro privacy  e dignità.

Le foto, la gogna pubblica, sono oramai l’ultimo gradino di una scala verso l’imbecillità totale. Il primo scalino sono state le notizie false, che anche grazie a Facebook trovano  terreno fertile per diffondersi. Gli immigrati che ricevono 35, 40 o 50 euro al giorno, tutti che hanno l’ultimo modello di telefonino,  sono oramai patrimonio comune ed acquisito.
Poi si è passati alla violenza verbale: lanciafiamme per la pulizia e Risiera da aprire. Teatro delle esternazioni  i commenti sulla pagina Facebook del Piccolo, commenti che non vengono moderati, forse per pigrizia, forse perché la platea di violenti xenofobi porta numeri negli accessi (Qui qualche esempio).

Ora gran parte di questa bella gente si è organizzata, in un gruppo su Facebook: “Stop Immigrazione a Trieste”. Chiusi nel loro fortino, fino a pochi giorni fa era addirittura un gruppo segreto, ma hanno rinunciato poiché nessuno li trovava, per qualche tempo hanno ospitato deliranti commenti violenti. Ora stanno più attenti però hanno fatto un passo avanti. Nel gruppo sono apparse due foto di “profughi” che hanno la grave colpa di prendere un autobus “senza biglietto o con la tessera pagata da chi” oppure, dopo saliti, di utilizzare un telefonino. Tra i commenti indignati anche la denuncia di aver visto “tre profughe  con velo che spendevano 5 euro per delle castagne”. In un commento si spiega anche dove abitano. Non solo mancanza di senso del limite, anche di quello del ridicolo.

Posso postarvi le immagini complete, in quanto dall’autrice rese pubbliche sulla bacheca del sindaco (Ho provveduto io a rendere non riconoscibili le persone fotografate)

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Sulla pagina del sindaco anche la foto dei portici “Di Chioggia” (sic)

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Sicuramente il sindaco non si è accorto delle immagini, spero possa cancellarle adesso che verrà a saperlo. Magari potrà parlarne direttamente con Monica Canciani, l’autrice. La inconterà nella sua veste di fondatrice del comitato dei soci delle Cooperative Operaie (Vedi).  Un contrappasso dantesco lamentarsi per i clandestini che ci rubano risorse, ed avere i soldi portati via dalle triestinissime Coop.

Non si tira indietro  la destra triestina che sta cavalcando la questione”accattonaggio molesto” da qualche mese. Una foto di una “mendicante con iphone” viene girata sulla pagina autodefinitasi satirica “Cercasi un Cosolini per Trieste”, erede morale povera della pagina “Bollettino Trieste”. Quest’ultima è pagina facebook e web che fa riferimento a Piero Tononi, ex consigliere regionale del Popolo delle Libertà, rinviato a giudizio per peculato. Forse è per questo che la testata che parlava di malaffare dei politici si è un po’ spenta.

tononiIl declino di “Bollettino Trieste”, ha visto invece il sorgere di altri cloni come appunto “Cercasi un Cosolini per Trieste” nel quale fanno da padrone gli interventi di Roberto Dubs, consigliere circoscrizionale,  nella precedente legislatura dipendente fiduciario in regione di un assessore del popolo della libertà. Roberto Dubs che mai, si sottolinea dopo sua precisazione, è stato collaboratore del Bollettino Trieste”

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Naturalmente la foto, malamente resa anonima (lo ho fatto io), al pubblico della pagina, ed al pubblico della bacheca dove per prima è stata postata (senza nascondere il volto), piace molto tanto, come dice uno è “una ladra da voltastomaco

Un telefono diventa un Iphone 6.
Una mendicante diventa una ladra.
Poche castagne diventano un lusso.

Speriamo che delle foto schifosamente rubate, nel tempo non si trasformino in segni da portare sulla giacca o tatuaggi con un numero.

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2 Responses to Fotografare e schedare gli immigrati a Trieste. Quale sarà il prossimo passo?

  1. anonimo says:

    Voi idioti siete la rovina del mondo, è possibile che proprio non siete in grado di capire che la sinistra ci sta rovinando? Portera questo paese a diventare una fogna come ogni paese che sia stato in mano ai comunisti. Tutta la marmaglia che ci stiamo importando sono nient’altro che parassiti che non siamo in grado di sfamare in alcun modo. Tutta questa gente deve essere rispedita a casa all’istante e bisogna sprangare i confini e agire come qualsiasi altro stato civile al mondo (Australia per esempio). Invece voi cretini di sinistra pretendete di aiutare tutto il mondo ma non utilizzate le vostre finanze ma quelle di tutti mettendo gente in albergo o pagando le bollette ai rom. Ma stiamo scherzando? Qui la xenofobia non centra, questa è una parola che vi siete inventati voi per giustificare il vostro odio verso chi ha quel minimo di cervello essenziale per capire le basi per l’esistenza di uno stato civile.

  2. Pingback: Mi manda l’assessore. Intolleranza e razzismo a Trieste. | Il Cren pizzica.

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