Coop Trieste. Sulla testa dei soci volteggiano sinistri (e destri) avvoltoi.

17.000 mila soci, una delle più grandi “industrie” della città, fanno sicuramente gola. La crisi finanziaria che sta vivendo la coop ha messo in moto molti, disinteressati  o interessati. Nel caos, nella mancanza di informazioni, c’è sempre qualcuno che sa che cerca di accreditarsi alla gente che, non può fare altro, gli da fiducia.2014-10-21 11.00.39 E’ paradossale che una persona come l’avvocato Gianfranco Carbone che da tempo inascoltato lanciava allarmi, contattato da alcuni soci abbia detto “bisogna attendere”, mentre Everest Bertoli, consigliere comunale di Forza Italia, lascia la seduta dei capigruppo per ergersi a capopolo in mezzo alla folla dando informazioni,  che poi si trova a smentire dopo venti minuti. L’importante è esserci, sperando poi di raccogliere. E’ iniziata una lunga campagna elettorale e un numero di soci pari a due cortei del Movimento Trieste  nel suo momento di massimo splendore fa gola. Fa gola al Movimento Trieste al Cubo che con “Francesco Giuseppe”, al secolo  Paolo Deganutti, comincia a marcare il territorio nel gruppo Facebook “Cooperative Operaie Trieste soci come cautelarsi”, nato da poco.

2014-10-21 12.17.49Fa quasi tenerezza invece Bruno Marini, che in Via Gallina allarga le braccia, raccontando che sua madre lo sgriderà in quanto neanche lui sapeva quello che stava succedendo per cui perderà dei soldi. Anche lui, come Bertoli sotto il comune, suggerisce l’inutile atto di chiamare il centralino, qualche informazione bisogna pur darla. Ma non è lo stesso Marini  che in Consiglio di amministrazione aveva due “amici” come Renzo Codarin ed Emanuele Braico?  Oggi sono tutti vittime inconsapevoli e vergini.

Dietro la politica movimenti, sindacati, associazioni di consumatori.  Tutti ad organizzare riunioni con i soci, ognuno in cerca della sua fetta.

C’è chi poi chi si tutela, come le cooperative nord-est che rassicura i suoi soci su un a intera pagina acquistata sul giornale locale. Gli scappa in grassetto che il loro prestito “ha tassi particolarmente vantaggiosi” e “tranquillizzano”, non so quanto si possa essere tranquilli, dicendo che il prestito è pari a 1,9 volte il patrimonio netto, comparandolo alle banche per le quali il limite massimo è 3 volte il patrimonio. Dimenticano che il prestito non è risparmio, una confusione che forse ha fatto molte vittime.

Di fronte  a tutti questi assalti, sembra un dilettante, e viene subito stroncato, il promotore finanziario che dalle pagine del gruppo si offre scrivendo: “Come professionista del Risparmio in Banca mi metto a disposizione gratuita dei risparmiatori Coop per capirne di più su come proteggere seriamente i propri risparmi (una volta recuperati !).”

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“No gaveria mai pensà”. Informazione e soldi svaniti delle Coop.

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  1. Pingback: Coop Trieste – La fidejussione | Il Cren pizzica.

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