“No gaveria mai pensà”. Informazione e soldi svaniti delle Coop.

No ga veria mai pensà” dice un signore che aveva finanziato le Cooperative Operaie di Trieste Istria e Friuli. L’importo non lo dice, potrebbe essere fino ad un massimo di 33.350,33 euro come descritto dal sito delle Coop.

cooperativeQuasi l’importo massimo ha versato a fine dicembre 2013  una signora tra le tante che stamattina si sono ritrovate davanti allo sportello delle Coop di Via Gallina, da qualche giorno “Chiuso per guasto tecnico”. Tra loro un’altra signora che all’inizio del mese, anche questo, versava quasi tutta la sua pensione.

Un fulmine a ciel sereno  per tutti quelli che finanziavano la Coop e che probabilmente non  vedranno un soldo dei loro risparmi. Sarà la magistratura a definire le responsabilità della situazione che si è venuta a creare, ciò che si può dire è che tutto ciò è avvenuto nella assenza della politica e della informazione. A dire il vero non è corretto parlare di assenza della politica, nelle Cooperative Operaie di Trieste Istria e Friuli la politica era ben presente e bipartisan. Il consiglio di amministrazione che è uscito dalle elezioni del dicembre 2012 si copre tutto l’arco costituzionale. La lista vincente, benedetta da Augusto Seghene, ex vicesindaco socialista di Trieste,  non faceva torto, come scrisse Il Piccolo “né ai sindacalisti di sinistra né agli esuli di destra”. Tra gli eletti, nella lista vincente, l’oramai ex presidente Marchetti, Renzo Codarin, Alessandro Minisini, “margheritino”  passato all’UDC,  l’ex presidente delle provincia Dario Crozzoli. Augusto Seghene manovrava ma non si era candidato, sebbene il cognome sia rimasto nell’organigramma Coop, infatti la figlia Alessandra è  direttrice dell’amministrazione e finanza.
Nel giugno del 2012 la cronaca, nel mezzo di uno scontro tra fazioni interno a Coop, riporta che “è giunto l’esito dell’ispezione straordinaria attuata dalla Regione, che ha certificato come nella gestione della società non vi sia alcuna anomalia da registrare.”. Alle stesso modo il sindaco Cosolini affermava, dopo un incontro con Marchetti, che “sulle vicende che hanno interessato l’opinione pubblica la parola definitiva spetta esclusivamente agli organi competenti, così come sui programmi aziendali spetta ai soci.” Il tutto mentre il pubblico ministero Frezza apriva un fascicolo per verificare se da parte dei vertici Coop ci fossero stati ostacoli alle attività di controllo e revisione legalmente attribuite i soci.

Ciò che stupisce in questa vicenda è che come tutti coloro che improvvisamente hanno saputo  di aver perso, probabilmente, i risparmi, pare che anche l’informazione abbia saputo solo ora della situazione. Ora Il Piccolo la cavalca con locandine ed approfondimenti. Magari le copie vendute serviranno a compensare le pagine di pubblicità che Coop faceva e che ora probabilmente non costituiranno più un’entrata.
Molto probabilmente  non è solo la pubblicità il motivo di un trattamento di favore, ma i buoni rapporti della agenzia che cura la comunicazione  dell Coop con i vertici del giornale.
Il sito della agenzia, della ex collaboratrice del Piccolo Francesca Capodanno , riporta tra le sue competenzcapodannoe la gestione della “Comunicazione di Crisi”. Ne avevo già parlato rispetto a Stamina (vedi).  Stessa agenzia e stessi silenzi da parte del giornale locale.
A dire il vero dell’affaire Coop, ne aveva parlato Rumiz a Giugno 2012, con un intervento (vedi) nel quale si chiedeva conto, tra le altre cose, di perdite per 22 milioni di euro. Richiesta che magari avrebbe avuto bisogno di approfondimenti, inchieste che da un giornale locale ci si aspetterebbe. Analogamente non sono stati colte le grida di allarme da parte dell’avvocato Gianfranco Carbone, che da mesi denuncia , inascoltato, la situazione finanziaria delle Coop.
duinoSei mesi dopo l’intervento di Paolo Rumiz, a dicembre il Piccolo riportava con enfasi la inaugurazione di GranDuino, il nuovo punto vendita costato 12 milioni di euro. Una cosiddetta “marchetta”, senza farsi domande, senza approfondire ciò che Rumiz aveva chiesto 6 mesi prima.
Così fino all’altro giorno quando Coop è finita sulle locandine. Troppo tardi per chi, fino all’altro giorno ha versato i suoi soldi, perché “No gaveria mai pensà” e nessuno lo ha informato per poterci pensare.

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2 Responses to “No gaveria mai pensà”. Informazione e soldi svaniti delle Coop.

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