L’ultima scritta nel manicomio di San Giovanni a Trieste

verita

Ricordo che alcuni anni fa, seguendo una visita guidata nel parco di San Giovanni, mi aveva colpito una signora che, ammirando le aiuole non ancora ben curate come oggi, quasi con nostalgia diceva “Quando il manicomio era chiuso era tutto ordinato, c’erano i fiori e niente scritte sui muri, non questo schifo. I matti tenevano a posto le aiuole che erano sempre perfette.” L’ordine della istituzione opposto all’anarchia della deistituzionalizzazione.
liberta

Ricordo che un giorno incontrai Ugo Guarino, parlammo della scritta “La libertà  è terapeutica“, scritta che appariva sulla palazzina della direzione. Una frase ed una scritta storica. Per quel che vale, ma ne dà la misura, la ricerca su Google dà circa 3000 risultati, da tutto il mondo.
Ugo ne era particolarmente orgoglioso e, quando gli raccontai che la palazzina era in corso di restauro disse “podesi vignir a darghe una ripassada, e anche me piasesi firmarla“.  Incontrai Franco Rotelli alcuni giorni dopo e gli raccontai la cosa. Gelidamente mi rispose “La scritta la cancelliamo con il restauro della direzione, la scriveremo da qualche altra parte“. La scrissero su un cartone di un metro e mezzo per uno, cartone oramai scomparso.

Di scritte e murales le palazzine erano piene, pian piano sono state cancellate. Cancellato il dipinto di Guarino fatto nel 1975 in occasione della gita in aereo , cancellate le scritte “Vogliamo il pane e le rose“, “Venga a prendere l’elettrochoc da noi, firmato Pinochet” e “Cile dentro una nera camicia di forza“. Quest’ultima ebbe l’onore di essere citata addirittura in un consiglio provinciale perché oggetto di una “guerra” tra Guarino e l’ispettore provinciale.  Lascio che la racconti le parole di Ugo:

Mentre quasi gavevo finì de piturar el muro “cile”,  xe aparso un signor che me diseva delle robe ma no sentivo. Ghe go fato segno che el vegni dentro e no me go mosso. Lui xe vignù. “Lei chi la xe?”. “Son el pitor, Ugo Guarino, e lei chi la xe?”. “Son l’ispetor provinciale ecc., ecc,”Vizin de lui iera un degente che gavesi avù l’incarico de coverzer le scrite. El degente iera in imbarazo, ma el ga fato.
Sicome son velocissimo dopo un quarto d’ora go rifatto le scrite.  Xe tornà l’ispetor ordinando de ricancelarle. El mato me ga dito “La me scusi”. E mi “ordini xe ordini, la fazi che mi rifazo”. 

Oggi di tutto questo resta solo una scritta “La verità è rivoluzionaria“, sulla palazzina del vecchio laboratorio di disegno. Ora la palazzina è recintata e presto partiranno i lavori.  Anche questa scritta andrà cancellata se non si interviene, e resteranno “muri puliti e aiuole ordinate“. Della rivoluzione, visivamente, non resterà niente.

Credits:
La foto “La verità è rivoluzionaria” è di Elisa Biagi, @ebproject
La foto “la libertà è terapeutica” è di Claudio Ernè.

 

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3 Responses to L’ultima scritta nel manicomio di San Giovanni a Trieste

  1. ciliniate says:

    Spero solo che non sia di competenza dell’amministrazione provinciale che ha pensato che il miglior uso per l’ex Ispettorato speciale di via Cologna, con ancora le celle, sia quello di farne un parcheggio… se è della regione/azienda sanitaria con l’attuale governo qualcosa si potrà fare, o no?

  2. Pingback: La verità è rivoluzionaria - Bora.La

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