Autovelox, risorgiva o centro di aggregazione? Casette dell’acqua a Trieste.

2014-09-05 17.15.15Te pareva se no i fazeva pagar, i ghe devi magnar sora, ma mi no i me cuca,“[1], dice un signore nella fila commentando il prezzo di 5 centesimi al litro per l’acqua microfiltrata, naturale o gassata, che si può prendere nelle nuove casette dell’acqua installate dal Comune. Un gentile signore lo informa che però per una settimana è gratis, ed allora sparisce nel portone a venti metri dalla casetta per tornare dopo dieci minuti con 6 bottiglie da un litro da riempire. La parola “gratis” fa miracoli, e non si sa mai che il regalo duri meno, mai fidarsi delle promesse dei politici. Sta attento a riempire proprio fino all’orlo premendo nuovamente  se serve i pulsanti per l’erogazione, sprecando circa un paio di litri, ma tanto fino a venerdì non si paga. Se ne va baldanzoso non senza lamentarsi: “Voio proprio veder xe dopodomani la ga ancora el gas o la xe fiapa.“[2]2014-09-05 17.12.09

Un comunicato del comune, forse un po’ troppo attento a mettere più parole d’ordine possibile, non si ferma alla valenza ecologica dell’operazione ma azzarda che “la casetta potrà diventare anche un luogo di aggregazione sociale“. Mancava un cenno alla pace tra i popoli ed alla convivenza con i migranti ed eravamo a posto. In ogni caso effettivamente in questo primo giorno, complice la parola magica “gratis”, va la pena rimanere nei paraggi per cogliere scampoli dell’indole triestina del “no va ben, iera meo far altrimenti” [3]

2014-09-05 17.07.25
Gli umarell nostrani (per un approfondimento si vada qui) lasciata per un attimo la sovrintendenza agli scavi, mostrano come avrebbero dovuto essere consultati in fase di progetto:
Con quela tetoia ala prima bora svola.“[4]
No i podeva meter una plastica davanti, me par poco igenico.“[5]
E no i podeva meter un distributor de botiglie come che i fa in Austria.” [6] (In Austria per definizione funzionava e funziona tutto meglio)
I podeva meter più zo che xe più comodo.” [7]

Tra le lamentele “tecniche”, lamentele sul costo (“I ne fa pagar l’acqua de spina che xe gratis“[8]), nostalgia di fontanelle che andrebbero rispristinate, se si è fortunati capita di cogliere qualche perla.
Un signore che passeggia, con aria sicura spiega alla moglie “I ga meso un autovelox perché i cori sai qua“[9]. Ancora maggior sicurezza mostra una mamma che spiega alla figlia che sotto, evidentemente, c’è una risorgiva.

Prosit

Note per gli stranieri:

[1]  Volevo ben dire che non facessero pagare, ci devono mangiare sopra, ma no mi vedono
[2]  Voglio  proprio vedere se domani ha ancora il gas o se è svampita.
[3] Non va bene, era meglio fare diversamente.
[4] Con quella tettoia alla prima Bora vola.
[5] Non potevano mettere davanti una plastica, mi pare poco igienico.
[6] E non potevano mettere un distributore di bottiglie, come fanno in Austria.[7] Potevano mettere più giù che è più comodo.
[8] Ci fanno pagare l’acqua di rubinetto che è gratis.
[9] Hanno messo un autovelox perché qui corrono parecchio.

 

 

 

 

Advertisements
This entry was posted in Trieste. Bookmark the permalink.

One Response to Autovelox, risorgiva o centro di aggregazione? Casette dell’acqua a Trieste.

  1. lazyfish73 says:

    Più che altro a me sembra molto anti-igienica,con questo beccuccio all’aria aperta che si infila in tutte le bottiglie di chi va a comprarla,e magari anche qualcuno che passa di là e ha sete beve direttamente da beccuccio…bbbbhhhhh…..

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s