Assessore Miracco, tra un po’ la paghetta arriva.

miraccogalanFranco Miracco era un eccellente consulente. Ma Trieste ha bisogno di un vero assessore alla Cultura. Un assessore più sul pezzo“. Questa una delle ultime dichiarazioni dell’assessore alla cultura regionale Gianni Torrenti prima della bufera che lo ha travolto.
Parlava delle dimissioni di Franco Miracco, che finalmente ha ufficializzato dopo mesi la sua assenza dalla giunta, dopo una scomparsa effettiva di alcuni mesi. A tutti gli effetti le dimissioni non ci sono ancora, sono state annunciate ma non presentate. Il sindaco dice “Gli ho chiesto io di rimanere per le inaugurazioni del museo De Henriquez, di Salotto Vienna e per l’avvio del programma di TriestEstate“, pare più una diplomatica bugia che altro. Voci maligne ma diffuse dicono che si dimetterà dopo aver ricevuto lo stipendio di agosto. Dopo averlo pagato per mesi come consulente, mesi in cui “ha letto tanti libri su Trieste”, diamogli anche questo ultimo obolo. Del resto, è da capire, i suoi sponsor, Galan in primis, sono in disgrazia, quindi bisogna pur mettere da parte qualche cosa.
Il Piccolo naturalmente si guarda bene dall’approfondire la questione. Non lo ha mai fatto in questi mesi, figurarsi ora, le commistioni sulla linea direttore del Piccolo – Galacco, come veniva chiamato, sono enormi, ne avevo già parlato.

Cosa ha portato alla città  alla fine l’assessore? Molto vicino allo zero il risultato. Tante promesse e le cose fatte alla fine non sono opera sua, neanche il Salotto Vienna, unica iniziativa di un certo spessore  dell’estate triestina. Il museo Revoltella si è distinto per la sua mancanza di proposte, la direttrice Masau Dan evidentemente attende solo la pensione. Di una piccola ma importante cosa annunciata come la mostra di Ugo Guarino  non si sa niente e non ne sanno niente a Milano, alla fondazione Corriere che non sente il comune da mesi dopo l’annuncio.

Bene, agosto sta per finire e finalmente anche questa pantomima.

 

 

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