Sic transennat mundi. Parroco di Sant’Antonio batte Comune di Trieste

Vignetta di Aglaja

Ringrazio Aglaja per la vignetta

Lo so, non è il problema di Trieste, che ci sono altre priorità. So anche che  sono un rompicoglioni quando mi ci metto, e non faccio fatica a mettermici, però pensare ad una magnifico palazzo neoclassico “rovinato” da delle transenne inamovibili mi fa rabbia, mostra un totale disinteresse, menefreghismo ed incapacità.
So anche che ci sono cose urgenti da fare e che per altre si può attendere, ma quindici mesi sono troppi.

Racconto ed integro la storia di cui avevo già scritto a maggio.

Le transenne che ornano il pronao della chiesa di Sant’Antonio vengono messe dalla giunta di Piazza per evitare che i punkabbestia vi soggiornino. Inizialmente pare un fortino con doppie transenne incatenate e cartelli minacciosi, negli anni vengono tolte e ne rimane solo una fila che diventa parte dell’arredamento urbano. Nel frattempo la gente si siede sulle scale e magari ci appoggia la giacca, i ragazzini di sera le trovano utili poiché delimitano un improvvisato campo di calcio. Sono brutte da vedere, da fotografare, rovinano un bel monumento ma, come dice il parroco “dividono la parte pubblica da quella privata“. Privata fino ad un certo punto visto che la chiesa è proprietà del comune che spende milioni di euro ogni anno per la sua manutenzione.

Il 3 maggio 2013 l’assessore Dapretto si impegna, al dialogo, solamente, ma comunque mostra di volersi muovere: “Condivido con lei sulla bruttura provocata dalle transenne che a tutt’oggi sono presenti sul pronao della Chiesa; la loro collocazione era stata richiesta dal Parroco per dissuadere la presenza, che stava diventando costante, di gruppi di ragazzi che sostavano a lungo sul pronao.
Colgo sicuramente il nuovo spunto, che lei gentilmente mi da, per richiedere al Parroco di voler rinunciare alla loro permanenza, nella speranza che voglia acconsentire. Eventualmente proporrò al Parroco qualche nuova soluzione che sia decorosa per rispettare la qualità del luogo.

Si sa che il dialogo è cosa delicata, perciò a settembre l’assessore in un articolo sul Piccolo dice  “Farò un incontro con il parroco e troveremo una soluzione”. Arriva dicembre e ribadisce sul giornale“Parlerò con il parroco “.

Ad aprile, a quasi un anno, vista la delicatezza del tema, visto il dialogo non andato a buon fine, scende in campo direttamente il Sindaco Roberto Cosolini.

Il tweet del sindaco Cosolini

L’assessore del dialogo col parroco alla fine capitola e dichiara “Mi prendo l’impegno di farle sparire entro l’estate.  Neppure delle fioriere ovvierebbero al problema.  La bellezza dell’edificio non lo consente. il pronao deve restare nudo e crudo. Sarebbe come mettere delle fiorire davanti al pronao del Partenone“.

Non dice se entro l’inizio o la fine dell’estate, e poi basta viaggiare un po’ in autobus per sentire che “no xe miga estate questa“.

Da quella data si susseguono gli impegni direttamente dal sindaco via Twitter.
Nei primi di maggio su Facebook qualcuno osserva che lo spettacolo le transenne in due giorni di grande presenza di turisti a Trieste, in occasione della maratona della Bavisela e dell’arrivo del Giro d’Italia, non sia proprio decorosa. Approfitto per chiederlo nuobamente al sindaco ma purtoppo i tempi sono troppo stretti per la Bavisela. Peccato, sarà per il giro d’Italia.

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Si avvicina il Giro e mi permetto di ricordarlo al sindaco. La risposta è laconica ed ho quasi la sensazione di presa per i fondelli e che, delle transenne, non gliene importi niente.

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Non demordo, non vi annoio con i tweet, ma si susseguono, sempre con degli impegni il 31 maggio (“ho dato la direttiva verranno tolte nei prossimi giorni”), il 15 giugno (“domani ghe dago una zigada“), il 21 giugno (“sollecito“), il 5 luglio (“a sto punto andarò a cavarle mi“), il 9 luglio. Ad un ultimo tweet di sabato scorso almeno ha avuto il buon gusto di non rispondere.

Ad inizio luglio ho incontrato il sindaco che stava andando al teatro Verdi, mi ha visto, mi ha chiamato e, davanti a me, ha chiamato un numero al cellulare dicendo “Gianni, te porti via ste transenne da Sant’Antonio“. I casi sono due, o Gianni se ne frega delle richieste del suo Sindaco, o la telefonata era finta e visto che pioveva voleva solo lo accompagnassi con l’ombrello per il tratto che doveva fare.

In mezzo a questo scambio il parroco, subodorato che era in procinto di “perdere” le sue beneamate transenne, ha provveduto a spostarle si dal perimetro del pronao, ma a raggrupparle tre a tre mettendoci un lucchetto, comunque mantenendole in bella vista.
2014-07-23 10.02.20Pensa siano sue, anzi lo pensa anche qualcuno in comune. Nei miei innumerevoli tentativi, purtroppo sono testardo, ho provato ad utilizzare un servizio del comune che consente ai cittadini di segnalare lavori da fare.
La risposta purtroppo è stata negativa:
Si comunica che le transenne non sono di proprietà comunale. Per avere maggiori informazioni sulla proprietà delle stesse si consiglia di rivolgersi al parroco della chiesa di S.Antonio.
Distinti saluti
URP

Forse non è necessario chiedere al parroco, basterebbe andare a vedere le transenne, la proprietà è ben indicata, come si vede nella foto.

Concludo come ho iniziato.

Lo so, non è il problema di Trieste, che ci sono altre priorità. So anche che  sono un rompicoglioni quando mi ci metto, e non faccio fatica a mettermici. Però pensare ad una magnifico palazzo neoclassico “rovinato” da delle transenne inamovibili mi fa rabbia, mostra un totale disinteresse, menefreghismo ed incapacità.

Aggiornamento: a seguito dell’articolo il sindaco ha preso l’impegno di rimuoverle entro il 31 luglio.

 

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