Il professore in abiti da donna all’Oberdan a Trieste. Una lezione da parte degli studenti.

liceo-scientifico-Oberdan-TriesteOgnuno è libero di essere nella vita ciò che vuole ma…
Il primo studente che incontro all’uscita delle lezioni del liceo Oberdan inizia così a rispondermi. Mi aspetto  che continui dicendo “…ma a scuola ci vuole un abito decoroso.“, un distinguo simile a tanto letti nei commenti all’articolo del Piccolo che ha raccontato la storia di un insegnante di sesso maschile che veste abiti da donna, seguendo il suo essere androgino.

… ma basta che non dia troppi compiti“, questa invece la sua conclusione. Non è il solo, anzi per  una ventina che ho fermato il punto centrale nel dare un giudizio è sul mestiere e non sull’abito o sull’identità. “Mi hanno detto che è un bravo insegnante“. “So che è anche un ricercatore“.

Giorgia e Giorgia, due allieve della prima in cui lunedì ha iniziato le lezioni  il prof , lo chiamano così come fanno con tutti gli insegnanti, raccontano che è stata, come logico, una sorpresa aspettarsi un uomo e veder arrivare  una persona vestita da donna. Una breve spiegazione da parte del prof. delle sue ragioni e del suo vissuto (“ci ha spiegato che ha vissuto negli Stati Uniti ed era più naturale“), e poi  soprattutto accorgersi che è un “bravo, educato  e preparato insegnante” ha fatto il resto. Ci tengono a precisare che “nessuno ha riso e neanche preso in giro“. Sono dispiaciute di come l’informazione abbia trattato l’insegnante ed anche loro stessi che non sono stati neppure ascoltati. Dalle loro parole emerge questo rammarico, il tradimento di chi doveva per mestiere raccontare i fatti e che li ha dipinti in maniera diametralmente opposta a quella reale. Il tgcom, riprendendo in gran parte l’articolo del Piccolo (vedi artiocolo TGCOM) , dice che “la reazione degli alunni non è stata delle migliori” ma ciò che raccontano le due Giorgia e del tutto diverso. Alunni e genitori della classe interessata, tutti, hanno accolto il prof senza difficoltà, probabilmente interessati maggiormente ad avere finalmente un docente di matematica e poter recuperare il tempo perduto a causa dell’assenza della insegnante titolare. Raccontano, infine, che l’argomento è stato trattato anche dalla insegnnate di storia, così come è successo in  altre classi in cui evidentemente l’episodio è servito ad approfondire le tematiche della diversità.

E’ ovvio che ci sono degli studenti e genitori che hanno una posizione critica o ostile, certamente coloro che hanno fato le foto di nascosto, però  appare evidente che siano la minoranza, pur essendo riusciti a far scoppiare un caso. L’informazione ha dato spazio a questi e non alla maggioranza di ragazzi e genitori.

Per avere ulteriori testimonianze di come i ragazzi abbiano vissuto l’episodio, Repubblica. dello stesso gruppo editoriale de Il Piccolo, ha un bellissimo spazio dove gli studenti possono esprimersi. Potete leggere le loro reazioni al fatto ed all’articolo (Vai a scuola.repubblica.it).

Come ha detto uno studente “Noi siamo abituati a certe cose, non fanno scandalo, è naturale accettare le diversità, per le generazioni precedenti magari è più difficile“. Oggi tra i ragazzi ho toccato con mano il futuro, l’Italia,  l’Europa che sarà quando questi studenti saranno elettori,  genitori, giornalisti.

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