Il Piccolo e l’enigmistica. Lipogrammi in Maltauro nel giornale locale.

paolo-possamaiUn giorno, mezzogiorno, sezione posteriore di un bus S, vedo un tizio, collo troppo lungo e coso floscio….“.  La direzione del Piccolo deve essersi innamorata dei lipogrammi, di cui ho riportato il sublime esempio  “in A” fatto da Umberto Eco nella sua traduzione di Esercizi di Stile di Quenau. Pare che nella redazione oramai sia in voga un giochino simile, scrivere un articolo sulle elezioni europee senza citare Tsipras, scrivere di Maltauro senza usare la parola Portocittà.

Fuori dall’enigmistica appare evidente che ci sono argomenti di cui i triestini non debbono e non possono leggere. Non si può neanche dare responsabilità al gruppo Espresso, proprietario del giornale. Non si tratta di scelta politica calata dall’alto perché ci sono notizie che si fermano a Duino e non varcano il confine, anche se sono pubblicate su altri quotidiani o periodici del gruppo. Ciò che non è riuscito al Movimento Trieste Libera è riuscito al direttore Paolo Possamai, al confine non si fermano le persone ma le notizie si. Forse tutto ciò non è secondario nel calo di copie vendute. In un calo globale di tutti i giornali del gruppo Espresso il confronto ad esempio con il cugino Messaggero Veneto è impietoso. Da febbraio 2013 al corrispondente mese del 2014 il calo di copie vendute è del  2.3 % da parte del quotidiano udinese contro il 7,5% de Il Piccolo (fonte). Non risultano dati sulla raccolta pubblicitaria, ma si può pensare che viaggino parallelamente a quelli di vendita.

Ho scritto da poco (vedi articolo) sulla censura completa di una notizia riguardante l’assessore triestino Gianni Torrenti, così come avevo scritto (vedi articolo) riguardo il caso Stamina. A dire il vero alcuni articoli passano, non se ne può fare a meno, ma vengono relegati in attualità o magari non hanno l’onore di finire su facebook. Insomma ci sono mille modi per occultare o non dare evidenza a delle notizie.

Ma che interessi difende Il Piccolo? Ci sono sicuramente piccole camarille locali, piccoli poteri che alzano il telefono per far parlare di questo o quell’altro o far passare sottotraccia altri argomenti. Questo però credo sia la norma in qualunque giornale locale. Non devi scontentare l’industriale,  il senatore e famiglia è meglio non vengano disturbati , e così via.

C’è però un livello superiore, esistono dei legami tra Trieste e Veneto che da tempo incidono sull’informazione e la politica locale. A questo punto dell’articolo trovo qualche difficoltà nel trovare un primo filo della matassa da cui partire, tali e tanti sono gli incroci nella direttrice tra le due regioni. Non esiste un elemento scatenante e non vorrei costruire un teorema creando connessioni tra fatti, circostanze ed eventi che magari connessi non sono, mi limiterò pertanto a raccontare piccole storie delle quali mi colpiscono le possibili connessioni.

Non sapendo da dove partire dal passato, parto dal futuro, da settembre 2014.  Oramai le voci danno per assodato che l’attuale direttore de Il Piccolo Paolo Possamai, diventerà, uscendo dal gruppo Espresso, direttore del Giornale di Vicenza, quotidiano di proprietà di Confindustria della città.  Sostituirà Ario Gervasutti, direttore di osservanza forzista vicino al ex presidente Galan dalla fine del 2009.  Paolo Possamai viene chiamato a risollevare le sorti di un quotidiano in crisi puntando sulle sue origini vicentine ma anche alla sua vicinanza “di famiglia”al Partito Democratico. Il figlio Giacomo Possamai è capogruppo a Vicenza per il PD in consiglio comunale. Vicesegretario dei giovani democratici, assistente di di Franco Frigo non rieletto parlamentare europeo. Lettiano, vicino al senatore triestino Francesco Russo.

Per associazione con l’ex presidente Galan, mi viene in mente un viaggio  in direzione contraria, quello dell’attuale assessore alla Cultura del Comune di Trieste, Franco Miracco, già portavoce del presidente e successivamente suo consigliere al ministero. Del suo rapporto dice in una intervista “Non ho cercato io questa collaborazione, anzi volevo evitarla”. Poi l’assessore prende la strada per Trieste, prima consulente del Sindaco Cosolini, pagato per tremila euro al mese per leggere ed imparare la città, parole sue e poi finalmente assessore. Dura la vita se in una intervista dichiara “Fare l’assessore? Un’autentica disgrazia”. Sul suo ruolo con Galan si definì “un invisibile”, ecco un altro punto in comune con Trieste, oramai è difficile incrociarlo, ma par inamovibile, ed Il Piccolo non se ne preoccupa. Voci, sicuramente maligne, dicono che sia stato caldamente appoggiato dal direttore Possamai.

Mi fermo qui ora ed a breve continuerò, son partito dalle parole proibite per cercare di raccontare chi apparentemente decide le sorti di questa città. Altre parole nella continuazione: Maltauro, Frigerio,  Fondazione Nord Est, Trieste Next, ed altre ancora.

[1 – continua]

 

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