L’assessore alla cultura Torrenti ed il teatro Miela: entrate ed uscite.

miela“Questione di stile” è una nota rubrica  del Piccolo che spazia dal gancio per borsette al tavolo di un ristorante, al fastidio per le giovani che fanno i pacchetti nei negozi a Natale mostrando non adeguata  perizia. Chissà, magari potrà accadere che la prossima volta lo spazio sarà dedicato all’assessore regionale triestino Gianni Torrenti ed al teatro triestino Miela. Giova sottolineare la triestinità perché per trovare la notizia bisogna andare a spulciare il Messaggero Veneto, giornale udinese, tra l’altro dello stesso gruppo del Piccolo.
Ci sono notizie che a Trieste non arrivano, fatti che non vengono raccontati o raccontati sottotono, ma magari varrà la pena dedicarci un post a se stante.

Veniamo ai fatti, l’attuale assessore alla cultura Gianni Torrenti si candida alle elezioni regionali con il Partito Democratico. Funzionario di partito da sempre, tesoriere del partito, presidente del Teatro Miela. Per la sua campagna elettorale spende 11 mila 585 euro e qualche centesimo. Di questa somma 10.000 euro vengono versati dalla cooperativa Bonawentura, che gestisce il teatro di cui Torrenti è presidente. Torrenti non viene eletto anche perché lo scavalca Franco Rotelli, “giovane emergente” del PD da “sistemare”, premiando la sanità triestina noto serbatoio di voti democratici.

Torrenti viene però consolato da Debora Serracchiani ed ottiene la poltrona di assessore alla Cultura, l’assessorato che decide i finanziamenti anche ai teatri. Nel bilancio 2014 440.000 euro vanno al teatro, nel 2013 erano stati 405.000. Ci si potrebbe addentrare nei numeri, le poste regionali che vanno al teatro sono anche altre, si potrebbe fare il conto anche dei finanziamenti ad altri soggetti legati a doppio filo con il teatro, ma non è questo lo scopo del post.  Ben venga che la regione finanzi la cultura maggiormente che negli ultimi anni.

Non si pone neanche un problema di legalità,  come dice Torrenti “Per me l’importante è che ci fosse trasparenza e infatti ogni dettaglio è stato dichiarato, comunicato e pubblicato“.  Appare un po’ più macchinosa e difficile da capire la aggiunta dell’ex presidente che afferma “I soldi che la cooperativa ha dato a me sono rendicontati e soprattutto non sono soldi che la Bonawentura ha preso dallo stanziamento che riceve dalla Regione, sono risorse private della cooperativa“. Appare difficile da comprendere come si possano distinguere le due cose poichè  i finanziamenti regionali non sono su progetti specifici ma servono per “sostenere la attività e la programmazione artistica“. Se però anche fosse possibile distinguere finanziamento pubblico da privato, val la pena chiedersi se sia opportuno che un teatro che  vive in gran parte di finanziamenti pubblici  spenda soldi per sponsorizzare un candidato. Come conclude il Messaggero Veneto (qui l’articolo) “E’ vero che tra amici i favori si fanno e, se si può, si rendono.”

Siccome mi avanzano alcune righe, salto di palo in frasca, poiché il Teatro Miela mi fa venire in mente un episodio. Due domeniche fa è arrivato a Trieste Moni Ovadia, per la campagna elettorale delle Lista Tsipras. Viene chiesto la disponibilità, a pagamento ovviamente, del teatro. Purtroppo “il teatro risulta impegnato“. Quella sera non c’è stato alcuno spettacolo ed il teatro era chiuso. Ripeto, ho approfittato di righe che avanzavano però “E’ vero che tra amici i favori si fanno e, se si può, si rendono.”

Dopo una telefonata con Alessandro Mizzi del Miela, riporto che la richiesta al teatro è arrivata due giorni prima, e che comunque dal teatro è stato prestato l’impianto di amplificazione. Ne prendo atto.

 

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