Stamina non è cosa che riguarda Trieste.

Marino Andolina

Marino Andolina

Gennaio 2013, al largo di Los Roques scompare un aereo con il figlio di Ottavio Missoni, Vittorio. Il padre è vissuto a Trieste per 7 anni dal 1946 al 1953, ma è tale il legame con Trieste che la notizia viene seguita con attenzione e grande spazio sul giornale. Una somma a spanne delle parole dedicate alla vicenda da Il Piccolo porta ad un numero di 10.000 parole.

Che c’entra Stamina?

Dal 2009 la procura di Torino si sta occupando della vicenda Stamina che coinvolge il dottor Marino Andolina, triestino, da anni ed attualmente consigliere comunale. Coinvolge l’ospedale infantile Burlo Garofolo dove sono avvenute le prime sperimentazioni, tanto che il direttore sanitario del tempo, Mauro Delendi è coinvolto nell’inchiesta che ha visto a fine aprile la conclusione delle indagini. Una somma a spanne delle parole dedicate alla vicenda da Il Piccolo porta ad un numero di 10.000 parole.

Mi rendo conto che un simile conteggio significa comparare, come si usa dire, mele con pere, però è una maniera per dare una misura di quanto contino per il giornale locale le notizie che arrivano da Torino. Pare sia cosa che non riguarda i triestini.

Analizzando poi gli articoli il confronto è ancora più interessante, gran parte non sono di cronaca, ma sono la autodifesa di Andolina, la presentazione del suo libro-difesa le testimonianze di malati “curati” dal metodo Stamina. In tutta la vicenda l’unico intervento autorevole critico verso il metodo é del dottor Mauro Giacca, direttore dell’ICGEB, intervento fatto nella sua rubrica quindicinale, non attraverso una intervista.
Nulla di male che un giornale prenda una posizione, ma a Trieste si assiste in questo caso, come in altri, al seppellimento della notizia. Parafrasando “l’importante è che non se ne parli”.

Appare strano per un giornale che mette in locandina il suicidio di una ragazzina per vender copie, mette con evidenza sulla pagina facebook del “giovane afghano che tocca il seno ad una ragazza e scappa”, sapendo che così scatena le solite trite, odorose di razzismo, discussioni, che però portano click e condivisioni.

La Stampa che ha cavalcato la notizia è dimostrazione che il caso Stamina, le vicende di Vanoni, sono fonte di discussioni, spaccature tra “pro” e “contro”.  Insomma copie, click, tutte cose a cui un giornale dovrebbe essere interessato, ma Il Piccolo vi rinuncia. Perché?

Ci sono svariati aspetti che potrebbero essere causa della scelta.

Il primo, Andolina è comunista anomalo, amato anche dalla “Trieste bene”. Ha una bella immagine, è tra i fondatori della “”FONDAZIONE MARCO LUCHETTA, ALESSANDRO OTA, DARIO D’ANGELO E MIRAN HROVATIN”, giornalisti morti durante la guerra in Yugoslavija, fondazione benemerita che cura, assiste bambini da teatri di guerra. Nei Balcani Andolina ha operato come medico durante la guerra, un “eroe” che ora non può diventare una Vanna Marchi.

Andolina poi è consigliere comunale di maggioranza, una maggioranza sempre sull’orlo della crisi, specialmente con la sua componente più a sinistra. Aggiungere malumori forse non è utile. E’ casuale che sino alla elezione di Andolina con la maggioranza, con la quale Il Piccolo ha un occhio di riguardo, di Stamina si parlasse nella cronaca locale ed ora se ne parli, poco come abbiamo visto, nella attualità, spazio che ha visibilità minore?

Poi c’è il Burlo, ospedale infantile all’avanguardia a Trieste, un gioiello un istituto scientifico di primo piano dove però, secondo le indagini, Andolina poteva fare indisturbato le cose in autonomia, probabilmente nei fine settimana l’ospedale era un porto franco. Viene da chiedersi per esempio se fosse solo il dottor Andolina a poter usare, sempre come risulta dalle cronache, la struttura a suo piacimento.

Al di là di Andolina  è fondamentale tenere fuori il Burlo dalla questione. Presidente del Burlo Garofolo è Emilio Terpin, personaggio influente a Trieste. Sino al 2007 commissario straordinario del Burlo, sino al 2012 presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Triestre consigliere di amministrazione nella multiutility ACEGAS-APS, tra le cariche presenti e passate. Basta a tenere sottotono una vicenda “appetitosa” in un giornale pur  avezzo a “non scontentare” i politici che contano?

Francesca Capodanno

Francesca Capodanno

Forse alla base c’è anche la capacità della bravissima Francesca Capodanno, libera professionista, ex collaboratrice del Piccolo con buoni rapporti con la redazione. La sua Wordpower fa da ufficio stampa del Burlo. Nel suo profilo linkedin si legge che si occupa anche di “di comunicazione di crisi in campo sanitario”. Bastano i contatti con la redazione e le sue capacità per tenere sottotono la vicenda?

Andando a scorrere le altre aziende con le quali la agenzia di Francesca Capodanno collabora o ha collaborato ci sono Fiera Trieste, Finest, Friulia, Cooperative Operaie. Quanto investono in pubblicità sul Piccolo le Cooperative Operaie?
Un bell’esercizio può essere ricercare nell’archivio del Piccolo come è stata trattata la vicenda di esuberi alle cooperative. In quei giorni ampio spazio è stato dato alla inaugurazione di un negozio delle stesse.

Indubbiamente i fattori del silenzio, che non è solo del giornale, ma dell’intera classe politica triestina, sono tanti. Il risultato è che a Trieste, solo qui, Stamina è faccenda di secondo piano.

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3 Responses to Stamina non è cosa che riguarda Trieste.

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