Trieste: il comune spende per le chiese ma non riesce a togliere quattro transenne.

Il Comune di Trieste possiede, e soprattutto ne paga restauri e manutenzione, diverse chiese cittadine, la più importante quella di Sant’Antonio Nuovo. Paga anche degli affitti a dei sacerdoti che vivono poi al seminario, ma questa è un ‘altra storia che vi racconterò. Questa situazione è una eredità dell’impero austro-ungarico piuttosto costosa, all’incirca un milione di euro e mezzo all’anno che escono dalle casse del comune. In altri comuni, ad esempio Cormons, la amministrazione ha risolto cedendo ad un prezzo simbolico di un euro le chiese alla parrocchia,

Don Giursi e una delle trasenneSolitamente accade che chi possiede qualcosa, e soprattutto ne paga le spese abbia anche dei diritti sul bene, invece pare un affare di stato togliere dal pronao della chiesa di Sant’Antonio 6 transenne strenuamente difese dal parroco Fortunato Giusti, noto anche per cacciare prima della Messa i mendicanti che chiedoino la carità nei pressi delle porte della chiesa.

Le transenne hanno storia lunga, per la prima volta vennero messe nel 2005 dalla amministrazione Dipiazza, dall’allora assessore Sluga. Sant’Antonio pareva un fortino, con le transenne incatenate tra loro, per difendersi dai punkabbestia che “facevano festa fino a tardi, bevevano birra, rompevano le bottiglie, orinavano per terra e sulle colonne“. Senza discutere sulla delibera di allora, se fosse o meno il metodo corretto, ora la “emergenza” pare conclusa. Le scalinate vengono usate per sedersi ad osservare il bel canale e la vista in fondo del mare, le brutte transenne sono utili solo a dei ragazzini per delimitare un improvvisato campo di calcio. Ulteriore prova della inutilità della barriera temporaneamente definitiva è che ogni notte una coppia di persone dorme sul pronao, evidentemente “dove c’è transenna c’è casa”.

E’ esattamente un anno fa il primo impegno dell’assessore Dapretto a rimuovere la bruttura. Scriveva il 3 maggio sollecitato via mail:

Condivido con lei sulla bruttura provocata dalle transenne che a tutt’oggi sono presenti sul pronao della Chiesa; la loro collocazione era stata richiesta dal Parroco per dissuadere la presenza, che stava diventando costante, di gruppi di ragazzi che sostavano a lungo sul pronao.
Colgo sicuramente il nuovo spunto, che lei gentilmente mi da, per richiedere al Parroco di voler rinunciare alla loro permanenza, nella speranza che voglia acconsentire. Eventualmente proporrò al Parroco qualche nuova soluzione che sia decorosa per rispettare la qualità del luogo.

Sul Piccolo poi in un crescendo di promesse a settembre l’assessore dice  “Farò un incontro con il parroco e troveremo una soluzione”. Arriva dicembre e ribadisce “Parlerò con il parroco“.

Il tweet del sindaco CosoliniAd Aprile, un mese fa, l’affaire si fa importante, l’assessore Dapretto vien pressato sia dall’assessore Kraus che da un tweet del sindaco. L’assessore del dialogo col parroco alla fine capitola e dichiara “Mi prendo l’impegno di farle sparire entro l’estate“.  “Neppure delle fioriere ovvierebbero al problema.  La bellezza dell’edificio non lo consente. il pronao deve restare nudo e crudo. Sarebbe come mettere delle fiorire davanti al pronao del Partenone“.

L’estate inizia il 21 giugno, però basterebbero un paio di uomini ed un furgone per risolvere questa storia che sta scadendo nel ridicolo.

 

 

 

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