Ultimatum o ultimo atto?

Manifestazione MTLIl Movimento Trieste Libera annuncia attraverso il proprio sito web per oggi, alle 14 da Campo Marzio, la manifestazione “Il futuro va in Porto”.
Sei righe di breve sul Piccolo, subito sotto nove righe in cui si descrive una iniziativa dell’Altra Trieste. In prima pagina di cronaca il preannuncio di una manifestazione del comune che martedì scenderà in piazza contro il patto di stabilità.
Certo che il fatto che il maggior organo di informazione della città ignori ostentatamente il fenomeno politico più eclatante da anni della città, un po’ stride con il motto del primo numero del giornale “Saremo indipendenti, imparziali, onesti. Ecco tutto.
Una delle letture della manifestazione è stata la guerra con il giornale locale. Il divieto del questore di transitare davanti alla sede, alcuni slogan, qualche insulto ai giornalisti presenti, e la distribuzione da parte di militanti di foglietti con le istruzioni per scaricare attraverso un sito la copia del Piccolo gratuitamente.

Certo che la manifestazione di oggi è distante dalla manifestazione di settembre, non solo per i numeri, 1500 persone, 750 arrivate poi al magazzino 26 ad ascoltare i discorsi finali, ma soprattutto per le parole d’ordine.
Sembra quasi che l’indipendentismo passo sottotraccia, la parola d’ordine è “Porto”. Strategia politica o di marketing? Certo che il porto, era presente anche una rappresentanza dei lavoratori portuali, è tema centrale a Trieste. Simbolo del declino della città ed anche della incapacità di decenni di classe politica triestina, cresciuta e vissuta sullo scontro etnico quale motore di raccolta voti.

E’ necessario però chiedersi se il Movimento Trieste Libera non sia piuttosto strumento che disinneschi le rivendicazioni sul porto legandole alle istanze indipendentiste. Viene da pensare che per coloro i quali vogliono il mantenimento dello status quo del porto, in un porto depotenziato è facile esercitare potere e distribuire a familiari ed amici, il movimento è comodo poiché circoscrive la protesta e non raccoglierà mai la maggioranza della popolazione. Allo stesso modo fa il gioco di chi vuole le speculazioni immobiliari.
La sensazione è che una iniziativa per il rilancio economico della città, anche attraverso il porto, è frenata dall’esistenza del movimento, un tema condiviso dalla maggioranza della città non è condiviso poiché o si prende tutta l’offerta, porto ed indipendentismo, o niente.

Certo è che la manifestazione di oggi rappresenta una cambio di rotta. Improvvisamente la strategia giudiziaria, le cause internazionali che dovevano già essere incardinate passano in secondo piano. Ora c’è “l’ultimatum” alle autorità, la richiesta di dare risposta a 8 punti, attenderanno sino al 10 febbraio, sul sito è già attivo il conto alla rovescia, anniversario del trattato di pace.
Sul palco, a scandire i vari punti di succedono i vari leader del movimento, si rivede anche Sandro Gombac. Piccola annotazione, nessuna donna tra gli oratori dell’MTL, le donne sono relegate a raccogliere fondi per le cause internazionali, con rilascio di ricevuta, su richiesta, per offerte oltre i dieci euro.
Facile prevedere che risposta non ci sarà, ma due mesi saranno guadagnati.
L’impressione è quella di un movimento oramai teso a sopravvivere, un movimento che ha perso la spinta propulsiva, chiuso su se stesso ed autoreferenziale, che tiene uniti i fedelissimi raccontando che a tutte le manifestazioni sono presenti osservatori di vari paesi, Russia compresa, e che Letta è stato costretto a dire “Trieste Libera” da Putin. Ciò che si vede invece sono due delegazioni, una di monarchici austriaci ed un’altra di indipendentisti della Moravia. Ma forse Putin sta alla finestra.
Non resta che attendere Febbraio e magari la prossima manifestazione, l’impressione è che sarà più ridotta.

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5 Responses to Ultimatum o ultimo atto?

  1. Scusa Paolo, premettendo che condivido almeno la metà di quanto hai scritto – magari non nei toni ma nei meriti -, ti chiedo; secondo te cosa intendeva allora Letta con la famosa frase “W Trieste, Trieste Libera”, con tanto di sorriso di Putin(che notoriamente non ride mai) e con la frase labbiale seguita a tale dichiarazione “va bene così?”.
    Te lo chiedo per avere un punto di vista diverso, cosa sempre buona su tutto e tutti, e che sia un pelino più credibile della frase cosoliniana “intendeva che è normale che sia libera” o russiana “intendeva proprio che è libera da pressioni politiche esterne”.

    • creninsider says:

      Ciao, scusami innanzitutto, non avevo visto il commento, e la prima volta che viene postato da una mail ha bisogno di approvazione (che do sempre se non si tratta di spai), ora puoi postare liberamente e direttamente., secondo me ha detto una cenata
      Sul merito io credo che abbia detto una cretinata, sulla base della immagine che si ha di “Trieste liberata”. Troverei comunque doveroso che di fronte a interpretazioni che considero assurde non sia intervenuto con un comunicato.
      Al solito il rasoio di Occam prevede che è inutile cercare spiegazioni fantasiose ma orientassi sulla più semplice. Credi veramente plausibile che sia stato costretto a farlo? SE per Putin Trieste a così grande importanza perché neanche una delegazione ha incontrato l’MTL?
      Ti faccio notare, perché poi tutto è interpretabile, che si stanno facendo le foto e Putin sorride da prima, e il “va bene così” segue la stretta di mano che gli è stata richiesta, non la frase.

  2. creninsider says:

    Mi piacerebbe poi sapere cosa condividi e cosa condividi meno, nel merito e non nei toni, capisco che a volte possano dar fastidio…ma è il mio stile

  3. Paolo e allora peché lo sprovveduto e poco intelligente(politicamente parlando) Letta non ha fatto seguire un comunicato ufficiale per spiegare cosa intendeva dire esattamente con quella frase detta in un momento e in un contesto e in un posto che potrebbe essere la miccia per far deflagrare l’Italia stessa. Ecco cosa trovo veramente strano io che appunto sia qualcosa di diverso dal fatto che lo Zar Putin non abbia preso per le palline il genuflesso Letta per mandare un comunicato chiaro ed esplicito verso i cittadini di Trieste e per sostenere quanto stanno faticosamente e anche pericolosamente richiedendo all’interà comunità internazionale.
    In ogni caso non si può sapere se una delegazione ‘ufficiosa’ non ha incontrato i vertici del MTL. Poi va detto che Putin ride proprio quando Letta pronuncia la frase “W Trieste” e non prima, e la frase del labbiale “va bene così’?” segue esattamente la frase “Trieste Libera”.
    Insomma mi sembra che la mancanza del comunicato ufficiale, o forse l’impossibilità di emetterlo da parte del ufficio portavoce del presidente del consiglio italiano, sia proprioi un’ammissione di cosa ha voluto e dire quella frase e a chi era indirizzata e soprattutto da parte di “chi” veniva.
    Per questo chiedevo un interpretazione diversa da parte tua che sia un pelino più sensata e credibile di quelle che abbiamo visto sino ad oggi provenire da parte dei vari politici locali del PD.

  4. creninsider says:

    A mio parere non la ha fatta seguire perché ritiene la questione TLT insignificante.
    Tu vuoi dire che Putin “ha preso per le palle Letta” facendogli dire “Trieste Libera” e non ha avuto la forza di far sapere che una delegazione russa ha incontrato l’MTL?
    Quanto al sorriso sorridevano per la foto, e così il “Va bene così” è indirizzato ai fotografi.

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