Mi trasferisco a Macerata

Su Trieste si è abbattuta una tragedia, la classifica annuale del sole 24 ore sulla qualità della vita. A leggere dei titoli su alcune testate online o alcuni commenti che girano su Facebook la situzione è terribile. In un anno Trieste è scesa di sette posti nella classifica passando, udite udite, dal quinto al dodicesimo posto. Frotte di triestini stanno pensando di trasferirsi a Macerata che ha guadagnato in un anno 21 posizioni portandosi al quinto posto.
Ma siamo sicuri che queste classifiche misurino la qualità della vita? E, seconda domanda, la qualità della vita secondo i parametri dell’organo informativo della Confindustria possono considerarsi realmente indicativi di qualità?
Facciamo un piccolo esempio confrontando due città ipotetiche di dimensioni uguali. A parità di furti in casa e di auto, frodi informatiche ed estorsioni nella prima ci sono il doppio di omicidi, però nella stessa città la popolazione oramai è rassegnata ed ha smesso di denunciare i reati. Quale sarebbe la migliore secondo il Sole? Ovviamente la prima perché gli omicidi non vengono considerati e la diminuzione delle denunce è considerato un fatto positivo.
Ad esempio a Reggio Calabria le denunce sono calate ed a Trieste sono aumentate. Per l’ordine pubblico si trova al 58 posto, Trieste al posto 84.
Andando a spulciare qui e là le classifiche ed i singoli parametri proviamo ad analizzare la voce “Tempo libero”. La prima in classifica è Siena. Provate ad andarci e poi ne riparliamo.
Tra i parametri che vengono presi in considerazione c’è il numero delle librerie e delle sale cinema per 100000 abitanti. Misurano la qualità oppure dei misuratori reali potrebbero essere i libri venduti, i giornali letti, il numero di biblioteche, il numero di film diversi che vengono proiettati, il numero di spettatori? Un altro parametro è il numero di volontari. Siamo sicuri che una città in cui ci sia bisogno di tanto volontariato sia migliore?
Saltando ad altro diamo una occhiata alla voce “Popolazione”. Il numero di divorzi e separazioni è indice di cattiva qualità della vita. Ne siamo sicuri? Scorriamo la classifica dettagliata e si nota che le città migliori sono quelle del Sud Italia. Stanno meglio o la donna, magari, è costretta a non separarsi?
Altro parametro è la popolazione straniera regolare residente nella provincia. Al primo posto c’è Prato. Magari il prossimo anno andrò peggio visto che ieri sette cinesi sono morti bruciati in una fabbrica dormitorio. Non peggiorerà perché sono morti, ma per il fatto che ce ne è qualcuno in meno. Non è che la qualità si misura in come vivano gli stranieri, ad esempio se possono prednere in affitto o acquistare una casa, se fanno figli?

Divertitevi voi, le classifiche si trovano in http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2013/home.shtml?gtdpage=qvita_2013_settori_classifica_finale

L’importante e non prenderle sul serio e soprattutto non trarne conclusioni affrettate.

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