Vedi Venezia e poi muori

Chi decide la politica culturale a Trieste, o meglio dove si decide?

Schermata 11-2456614 alle 23.34.59Se il Doge Andrea Contarini, ultimo conquistatore veneziano prima della dedizione all’Austria, venisse a sapere chi all’apparenza abbia le redini della politica culturale triestina ne sarebbe orgoglioso.

Cerchiamo di capirne qualcosa parlando della Capitale Europea della Cultura 2019. Trieste non era candidata, o meglio faceva parte della candidatura di “Venezia con il Nord-Est”. E’ di qualche giorno la notizia che la candidatura del capoluogo lagunare è stata scartata, restano in corsa Ravenna, Cagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi e Siena. Motivo dell’eliminazione? Molto semplice: il bando prevedeva che si presentasse una città, non una regione, e qui se ne presentavano addirittura tre. Viene da chiedersi come si possano spendere soldi pubblici per una candidatura che non rispetta le regole del bando.

Oltre a ciò esiste una indicazione della Commissione Europea che auspica la scelta di “aree depresse che nella candidatura troveranno spirito di rilancio turistico”.
Cosa vuol dire diventare Capitale Europea della Cultura? Significa investire e ricevere soldi per eventi culturali, di respiro europeo, distribuiti durante l’anno. Diventare capitale non richiede gli investimenti, né per la candidatura né per la realizzazione, di un Expo ed ha ricadute positive. Liverpool nel 2008 ha visto un aumento delle presenze turistiche del 38%.
Ci sono parole di cui a Trieste ci si riempie la bocca: Mitteleuropa, cultura, vocazione turistica. Aggiungiamoci che tanto bene economicamente non stiamo e viene da chiedersi perché in quella lista non c’è Trieste? Viene da chiedersi anche, magari arrabbiandosi un po’, se non sarebbe stata una candidatura forte, con tutto il rispetto per le altre città.

La prima volta in cui si ha notizia di Trieste come possibile candidata è nel 2005. ne parlano sul Piccolo due consiglieri dei “Cittadini per Trieste”, la lista di Illy.

Non ne parla nessuno o quasi, il sasso lanciato dai consiglieri Curti e Carmi non viene raccolto.
Si riparla dell’argomento del 2009 ad Altavilla Vicentina. Un convegno organizzato da
Nordesteuropa.it, Fondazione Nordest, Fondazione CUOA e i Giovani di Confindustria Veneto lancia l’idea di una candidatura di tutto il NordEst. Trieste viene citata tra i luoghi della cultura per il Parco del Mare (sic). Si parla de “La metropoli Nordest, un’imponente area senza soluzione di continuità che parla la lingua dell’impresa”. Confindustria, impresa, ma non si parlava di cultura innanzitutto? Il governatore Tondo si mostra entusaiasta: “Trieste può mettere sul tappeto molte cose, tra le quali il parco del mare” (di nuovo) e, ciliegina sulla torta, si possono inglovare Slovenia e Croazia che stanno decidendo il raddoppio di una centrale nucleare, “cui potremmo partecipare come Nordest per utilizzare l’energia sul territorio”. Ma non si parlava di cultura?

Il Piccolo comincia a spendersi sulla candidatura. Da un anno suo direttore è Paolo Possamai, prima direttore della Nuova Venezia, che vanta diverse pubblicazioni.

Cerchiamo, senza voler al solito pensare male, di capire chi sono i personaggi che cominciano a muoversi attorno a questo progetto.
Fondazione Nordest è composta da Confindustria e dalle Camere di Commercio di veneto, FVG, Trento; dalla regione FVG e dalla provincia di Trento, dal CNA di Vicenza, da Unicredit e Veneto Banca.

Nordesteuropa è una casa editrice, società unipersonale con capitale 10000 euro, il cui amministratore è Filippo Zovico, tra l’altro editor presso Marsilio. La casa editrice, che ha lanciato la candidatura di Venezia Capitale è la stessa casa editrice che organizza assieme al Comune di Trieste “Trieste Next”.
Di Possamai abbiamo detto, val la pena segnalare la pubblicazione di quattro suoi libri con Marsilio e il fatto che collabori con Fondazione Nordest.

Torniamo alla candidatura. Nel 2010 la regione FVG approva all’unanimità la partecipazione alla candidatura del Nordest “senza impegni finanziari da parte della amministrazione regionale”. Qui vale la pena di fare una parentesi. Dopo l’esclusione c’è polemica a Bolzano per il fatto che la spesa per la candidatura sia stat di un milione di euro. Viene da chiedersi quanto sia stato speso dal FVG ed da enti Triestini. Si parla di una fiche di 50.000 euro per partecipare al comitato. Chi ha pagato?

Arriviamo ad aprile 2013. C’è perplessità in laguna sulla partecipazione, il sindaco Orsoni pare tirarsi indietro. Roberto Cosolini dice che “si puo fare a Trieste”, aggiunge “se Venezia si ritira” e “se è recuperabile il lavoro già fatto da Venezia, al cui seguito Trieste avrebbe avuto comunque un ruolo: quello di città della scienza”. L’impressione è che da un lato si metta sotto pressione, dall’altro si lanci una ciambella di salvataggio a Nordesteuropa dei cui legami con Trieste abbiamo già detto. L’assessore Miracco, veneto, ex uomo del presidente della Regione Veneto Galan concorda. Dopo un mese di dichiarazioni entusiaste Venezia non rinuncia, Trieste invece si perchè gli accordi erano già stati firmati e “pacta sunt servanda”. Comprensibile che non si possa andare contro impegni già assunti, ma ora che il piatto della sconfitta è servito viene da chiedersi chi e perché si è lanciato in questa avventura, quanto si è speso, quale è il peso degli attori citati nella politica culturale triestina.

Per finire una notizia che esula dalla corsa alla candidatura. Giorni fa si parlava del biglietto di ingresso al parco di Miramare. All’interno della notizia una informazione interessante: la associazione temporanea di imprese che ha vinto la gestione dei servizi intregrati di Miramare comprende Promotrieste, Verona83, Teleart di Venezia, Civitatrevenezie di Venezia e Marsilio Editore. Di Civitatrevenezie è presidente Emanuela Bassetti, seconda moglie di Giovanni De Michelis (fratello di Gianni), proprietario della Marsilio che poi è stata salvata dalla famiglia Basseti. Non vi annoio con altri collegamenti tra queste aziende.

Viene da chiedersi, senza scadere nel campanilismo, se Promotrieste non avrebbe potuto farsi capofila di una cordata triestina, o forse oramai i vincoli con Venezia e dintorni sono indissolubili?

Il Doge Andrea Contarini se la ride.

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5 Responses to Vedi Venezia e poi muori

  1. Come dicevo, stai diventando un vero ometto… spostando il bersaglio da MTL, cominci anche a produrre contenuti di un minimo interesse… anche se con qualche ingenuità.
    Ad esempio, dire che “Liverpool nel 2008 ha visto un aumento delle presenze turistiche del 38%” significa che quell’evento è stato un vero flop (l’unica attrattiva turistica di Liverpool sono le testimonianze dei Beatles; il turismo in quella città per il resto è a percentuali ridicole; aumentiamolo del 38%, e sempre ridicolo resta. Un evento del genere, per definirlo “successo”, avrebbe dovuto al minimo DECUPLICARE (1000%) il flusso turistico nel 2008. Dire che è un successo perchè è aumentato del 38% è il solito atteggiamento consolatorio proprio dei nostri politici).
    Ma è la formula proprio dell’evento che è sbagliata, e che (soprattutto in Italia) si presta più alla produzione di poltronifici che non a reali azioni di marketing turistico.
    Quindi, come poltronificio è stato preso in considerazione in quel di Venezia, e come poltronificio è stato portato avanti il progetto. Per fortuna è fallito, e quindi ci troviamo un po’ di meno poltrone sul gobbo (che, si, d’accordo: parzialmente sarebbero state finanziate da fondi europei… ma per la maggior parte sarebbero comunque restate sulle nostre spalle).

  2. creninsider says:

    Ma sai proprio tutto, spazi dal mettere pannelli solari, all’informatica, al carso, alla politica, al turismo.
    Proprio un genio.

  3. creninsider says:

    Comunque signor sotutto, a Liverpool nel 2007 le presenze sono state di circa di 700.000 persone, e l’aumento si misura su quelle. Tristee nel 2012 conta 380.000 presenze.

  4. Pingback: Tangenti a Venezia, una occasione per Trieste e per la cultura. | Il Cren pizzica.

  5. Pingback: Assessore Miracco, tra un po’ la paghetta arriva. | Il Cren pizzica.

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