TLT for dummies

Un po’ di storia. Il trattato di pace del 1947 dopo la seconda guerra mondiale stabilisce che parte del territorio italiano e yugoslavo diventino Territorio Libero di Trieste.
Il  Memorandum di Londra del 1954, verificata la impossibilità di adempiere a quanto previsto affinché nasca il TLT stabilisce che l’amministrazione civile passa per una parte all’Italia, per un’altra alla Yugoslavia.
Il trattato di Osimo stabilisce, nel 1975, la sovranità delle rispettive parti ai due paesi.
Nel 1978 il consiglio di sicurezza dell’ONU su richiesta di Italia e Yugoslavia toglie dagli argomenti all’ordine del giorno la nomina del governatore del TLT. Perché ci sono voluti 28 anni per arrivare ad una definizione? Perché definire la sovranità su queste terre aveva dei risvolti emotivi marcati, richieste e difesa dalle rivendicazioni erano troppo forti per definirli subito al termine della guerra.
Sono poche righe lineari che raccontano le vicende di queste terre, almeno così appare.
Provate a discuterne con un appartenente al Movimento Trieste Libera.
Scoprirete che non è così.

Provo a semplificare le basi:
Il trattato di Osimo è nullo poiché non nomina un cambio di sovranità nel Territorio Libero di Trieste inoltre è un accordo tra due stati per cui l’ONU solamente ne prende atto non interviene sulla questione.
Il Memorandum di Londra non è valido poiché solamente siglato e non sottoscritto dai governi coinvolti.
IL trattato di pace del 1947 quindi è l’unico strumento in vigore per cui si dia attuazione al Territorio Libero di Trieste. Magari non tutto, solo una parte, ma questa è un’altra storia.


Poche righe anche qui, che hanno una logica, e qualunque obiezione possiate fare sarete sommersi da documenti che provano che hanno ragione. Ogni vostro dubbio sarà fugato da un documento, una frase che riporta la discussione nel giusto binario. Non si scappa, sanno tutto, e non se ne può uscire se non con la convinzione che hanno ragione. Tutti e due richiedono un atto di fede.
Ed il bello è che ce l’hanno la ragione. Tutti i ragionamenti hanno una loro logica che porta a dire che la verità sta dalla loro parte, forse alle volte porta a dirlo per spossatezza, ma è un altro discorso.
Però poi uscite dalla discussione e trovate qualcuno che con una montagna di documenti riesce a smontare tutto quanto, perché lui ha studiato. Per logica e per stanchezza ti fa dire che ha ragione.
Però se due tesi contrapposte alla fine fine ti convincono non è che i trattati, la diplomazia si muove anche su un limare le parole, sull’usare termini che fanno contente le due parti? Non è che un rapporto tra Italia e Yugoslavia ha bisogno di anni per essere definito e digerito ed allora va per piccoli passi arrivando ad una definizione che è quella che è la attuale?
Bisogna dar atto una cosa al Movimento Trieste Libera: ha ridato vigore a persone che oramai erano ai giardinetti e che ora possono essere al centro delle diatribe, quelli che hanno avuto la propria gloria in difesa o contro Osimo, che ne hanno fatto il loro successo politico. Ecco ora questo rinascere della contrapposizione fa rinascere personaggi e movimenti oramai estinti.
Forse una domanda però sarebbe lecita. Ottomila triestini hanno manifestato per il Movimento Trieste Libera, qualche centinaio per la difesa dell’italianità. Non è che a Trieste la maggioranza guardi oltre e che questa contrapposizione sia funzionale solo a se stessa?

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