MTL: c’è movimento nel movimento

C’è movimento nel movimento. C’è nervosismo nel Movimento Trieste Libera. Ai tavoli di raccolta firme e contributi c’è più gente del servizio d’ordine che cittadini. Cominciano le defezioni. Qualche iscritto si fa domande, anche pubblicamente e le risposte non arrivano. Un bell’articolo su wuming e una analisi sul blog Carsica pone qualche domanda che Il Piccolo non si fahttp://carsica.wordpress.com/2013/10/17/dieci-domande-che-il-piccolo-non-si-e-posto-riguardo-al-movimento-trieste-libera/ Pare però che le domande comincino a farsele gli iscritti, qualcuno fuoriuscito nei mesi scorsi già se le faceva.

Il vicepresidente Sandro Gombac ha lasciato il movimento e gli iscritti lo hanno scoperto attraverso dei commenti in un blog. Ciò da un lato serra le fila, l’essere in guerra (parole del movimento), consente di non dare risposte. Follow the money, segui i soldi si diceva in “Tutti gli uomini del presidente” ed ha ragione chi si interessa poco su chi finanzia il movimento ma del perché avrebbe interesse a farlo. C’è un episodio che sta spaccando il Movimento, la questione della zona B. C’è stata improvvisamente un svolta, non solo si ritiene che le richieste di zona A e zona B debbano marciare separate, ma anche che sollevare la questione zona B sia dannosa.
Qualche giorno fa abbiamo dato la notizia, unici ad accorgersene, che il governo Sloveno ha risposto ad un giovane cittadino di ritenere validi gli accordi di Osimo e di non voler riaprire la questione TLT presso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU.  La notizia è scontata, che paese chiederebbe all’ONU di discutere la perdita di parte del proprio territorio, per giunta l’unico sbocco al mare? La vera notizia sta in altro, il fatto che la richiesta di questo sloveno sia passata sotto silenzio nel mondo dell’indipendentismo triestino. Anzi ci sono state pressioni affinché non se ne parlasse. Viene da chiedersi a chi sia dannosa la questione zona B, forse a chi finanzia il movimento?
Perché tanta preoccupazione? Forse, tornando alla domanda sui soldi, a chi finanzia interessa poco il TLT, interessa magari l’estensione del Porto Franco a Capodistria, dove è ai minimi termini. Forse, un uccellino mi dice, andare a vedere chi ha comprato tutti i terreni attorno al porto di Capodistria darebbe qualche risposta. Certo che in Slovenia si sta creando un movimento di politici, in testa il sindaco di Koper Popovic, ed operatori portuali che stanno alzando la voce per richiedere una zona Franca a Capodistria. Forse fa comodo un movimento che aiuti nei propri affari ma senza nuocere alla Slovenia. Tutte le strade portano al porto, anzi ai Porti. Una domanda va fatta, senza voler riprendere appieno vecchie teorie su finanziatori, perché il Movimento attacca tutti e non attacca mai Marina Monassi, anzi da un certo momento in poi se ne dimentica? Se fosse vero che qualcuno ha “investito” nel movimento oramai è difficile sottrarsi a questo meccanismo, del resto magari qualcuno si accontenta dei numeri, della bella sede, delle manifestazioni. Obiettivo? Un posticino in comune o in regione? Insomma c’è movimento nel movimento e nei movimenti. Qualcuno, pensando ai possibile rapporti con la Slovenia, si chiede quale sia il ruolo di Paolo Parovel. Non si perde occasione per ribadire come egli non risulta iscritto ma pare intervenire pesantemente nelle decisioni, anzi avere rapporto privilegiato nell’essere informato e nel dettare la linea. L’altro giorno, è ben strano, appare un commento su FB firmato “Movimento Trieste Libera” nel quale l’autore, rispondendo alle analisi apparse su carsica afferma “Mi permetto un appunto visto che sono un analista professionale”. Dal curriculum di Paolo Parovel si legge “Come analista specializzato dei problemi di stabilizzazione dell’area ha collaborato in particolare con centri d’analisi sloveni, italiani, europei e statunitensi.”. A pensar male si fa peccato…

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