I la ga con noi, complotto alla triestina

Gavè notado che l’altroieri, (domenica a parte, strade chiuse a parte, a differenza de altre manifestazioni per città), non se vedeva mezza macchina ferma ai semafori a spettar che finissi el corteo??
Quei che dirigi el traffico o xe diventadi cussì bravi, oppur i se ga fatto in 4 che “per caso” la manifestazion non vegni vista da qualchedun fora che dei manifestanti…

La città è vuota o quasi, a parte la manifestazione, i vigili hanno fatto bene il loro lavoro, ma l’attento militante del Movimento Trieste Libera sa che cìè qualcosa DI STRANO. C’è qualcuno che ha deciso, forse, che occorreva tenere nascosta la manifestazione, non si vuole che si sappia. Ma come in un poker del complotto qualcuno rilancia: Pecà per i oltre 500 mt de vuoto che i ga fato atorno, temevo i ne sganciassi un missile in testa o i gavessi minado i cassonetti de piazza dello borsa per dir soi che i cittadini xe terroristi…

Facebook, Internet in genere, è Porto Franco per gruppi dalle teorie più fantasiose,dalle scie chimiche tese a cambiare il clima a nostra insaputa, agli extraterrestri dei quali gli USA nascondono l’esistenza dopo avere fatto addirittura, in segreto, l’autopsia al corpo di uno che aveva smarrito la strada e si era trovato in un deserto del Nuovo Messico. Per non parlare del fatto che il primo passo di Armstrong sulla luna è stato girato a Hollywood.
Più le teorie sono fantasiose e più si ha necessità di qualcuno che non vuole si sappia, la creazione di un nemico, ovviamente potente. Ciò consente di dare, una spiegazione agli adepti del perché la cosa evidente che si sta spiegando non venga a galla o non venga presa in considerazione.
E’ fisiologico che in un gruppo nascano meccanismi del genere, di solito a questi gruppi si affacciano persone geneticamente predisposte a non usare il rasoio di Occam. Diverso è se dall’alto, da chi dirige il gruppo, le informazioni tendono ad innescare queste dinamiche, ed è ciò che sta accadendo nel Movimento Trieste Libera. E’ un primo sintomo di scricchiolio il tenere assieme le persone attraverso un nemico e non delle idee. Che si debba far resistere un gruppo nutrito fino alle prossime elezioni comunali ed allora bisogna, anche a fronte delle prime risposte negative, chiudersi nel fortino?

Caso vuole che comincino ad affiorare discorsi di questo genere, Alex Bini, famoso presentatore convertito alla OLA indipendentista scrive: Per questo mi go ” IPOTIZZADO” e che sia chiaro > ipotizzado < che in caso de totale chiusura da parte de ogni organo istituzionale saria el caso de considerar de presentarse alle prossime elezioni.

Il nemico naturale è ovviamente lo stato italiano, ed ecco che saltano fuori i servizi segreti. Bisogna dire che gli avversari ci mettono del proprio per dargli una mano. Il Piccolo fa scrivere alcuni articoli a Pier Paolo Garofalo, che è stato anche addetto stampa dell’Esercito. Il Movimento prende la palla al balzo e scrive

Confermiamo: il “giornalista” Pier Paolo Garofalo agisce sotto copertura per conto dei servizi dell’esercito italiano.
Da li il Movimento Trieste Libera è sotto attacco. Un esempio di costruzione del nemico si ha qualche giorno dopo con un intervento sul Piccolo di Bruno Marini
«Quella di domenica mi pareva una festa di tifosi della Triestina, mi faceva simpatia, così piena di gente normale afflitta dalla crisi. Gente normale e in buona fede al di là dei dirigenti del movimento, in testa “Giurastante pericolo costante”. Mi è piaciuto l’intervento sul Piccolo del prefetto Garufi. Credo sia il caso che i nostri servizi si attivino, non vorrei che tali dirigenti fossero un po’ eterodiretti, in qualche modo, da ambienti della vicina Repubblica»
A parte che di fronte ad un movimento indipendentista che cresce ed a certe dinamiche i servizi segreti si attivano senza la spinta del consigliere Bruno Marini, la dichiarazione nella interpretazione del Movimento diventa:

Attaccandomi direttamente e definendomi “un pericolo costante” l’improvviso esponente della casta politica italiana ha così esternato: “Mi è piaciuto l’intervento sul Piccolo del prefetto Garufi. Credo sia il caso che i nostri servizi si attivino…”.

Con pochi passaggi logici il tutto si trasforma in un titolo “Eliminate i dirigenti di Trieste libera”. Il risultato é che dopo due giorni un militante, mette una foto abbinandola all’articolo. I commenti si sprecano, nessuno dice che si tratta di una foto del 2010,in un altro contesto e si tratta di minacce di cui mai si è chiarita la provenienza. 

Ma la storia, come tutte le storie su cui si basano i complotti comincia ad avere vita propria. Prossimo complottardo? Probabilmente il bersaglio grosso ossia l’ONU. Paolo Parovel ci sta lavorando. Il meccanismo è semplice. Il giornalista , quello del Piccolo, “vicino ai servizi segreti” scrive un articolo per il quale un funzionario dell’ONU dichiara che il MTL non può usare i simboli dell’organizzazione.

Entra in scena Paolo Parovel, ufficialmente simpatizzante del Movimento, direttore de La Voce di Trieste. Scrive all’ONU e riceve una smentita in cui si dice verrà mandata una precisazione al Piccolo. Naturalmente “per correttezza”, trattandosi di mail privata (!!!) non può renderla pubblica. La smentita verrà pubblicata o “i servizi la bloccheranno in combutta con l’ONU”? Si vedrà.
Se non si arriverà al TLT sarà per il complotto?

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