Giocattoli per bambini cresciuti ed indipendenti, anzi indipendentisti

“Un piazzale adibito a giardino pubblico, grande 10 volte Piazza Grande. Nella piazza sarà costruito il simbolo della rinascita del PLT, un manufatto artistico e imponente, che sarà una grande fontana alimentata da quattro draghi esterni simboleggianti i quattro elementi e una figura centrale che raffigurerà il quinto elemento che definisce lo spirito del PLT nel mondo.” Queste poche righe fanno parte del piano per il Porto Libero di Trieste redatto da Marcus Donato, della Helmproject e presidente del Comitato Porto Libero di Trieste. Il piano redatto nel giugno 2012, di 20 pagine, è “indirizzato ad Investitori interessati a finanziare la ricostruzione e lo sviluppo del Porto Libero di Trieste e le infrastrutture inerenti ad esso.” Il nome di Marcus Donato affiora sempre quando si parla di TLT. Una breve storia, di Marcus Donato. Per la prima volta appare sulle cronache nel 2008 quando presenta un progetto per ottenere la concessione globale del Porto Vecchio. Il progetto prevede hotel, negozi, cinema, ecc. La sua società la “Helm Project marine brokerage service”, secondo Carsica è inattiva dal 2001. Vanta finanziatori, non noti, per 850 milioni di Euro ed ha, si dice, capitale sociale di 5000 euro. Il progetto viene escluso poiché mancano alcuni documenti. Marcus Donato nel 2010 poi ha una folgorazione sulla via del TLT, parallelamente nascono i Cittadini del TLT di cui è presidente Stefano Ferluga. I due gruppi tengono degli incontri presso il Molo IV, probabilmente gli incontri che Gombac definisce “con la presenza di soggetti border-line”. Dopo questi incontri un gruppo di persone fa nascere il Movimento Trieste Libera, Ferluga ne diventa presidente. Giurastante portavoce. Torniamo al documento che dovrebbe essere il business plan per attrarre investori e che deriva direttamente dal piano del 2008. La fontana con i draghi è solo la punta dell’iceberg, il progetto comprende, in porto vecchio, edifici ricostruiti in stile austro-ungarico, stesso stile per i due tram, (h)eliporto, alberghi di lusso, villaggio turistico costruito “come un tipico villaggio di pescatori di stile carsico” (le preposizioni sono riportate fedelmente per non falsare il concetto). Particolare attenzione è dedicata alla sicurezza: “Tutte le persone (addette o di passaggio) che accederanno nell’area extraterritoriale del Porto Vecchio sia dal mare, sia da terra o cielo, saranno registrate dalle Autorità di Sicurezza del PLT e otterranno con effetto immediato un tesserino elettronico d’identificazione personale che dovranno essere convalidati negli appositi macchinari ogni qualvolta che accedono o escono dal territorio extraterritoriale, persone non registrate o trovate senza tesserino in qualsiasi area sotto giurisdizione del PLT saranno considerate clandestine e verranno consegnate alle Autorità di competenza del TLT. Per la facilitazione burocratica il tesserino d’identificazione personale potrà essere richiesto anche online e sarà consegnato dalle Autorità di Sicurezza del PLT al primo ingresso nel PLT. La validità del tesserino d’identificazione personale sarà a tempo determinato conforme le regolamentazioni stabilite dalla Direzione del PLT.” Il magazzino vini destinato a “punto d’informazione turistica e come una fiera permanente per l’esposizione di vini del TLT e di tutto il mondo.” Due pagine vengono dedicate anche al porto commerciale ed industriale, bisogna dire con minor dettaglio di quello dedicato ai draghi o alla sicurezza, a titolo di esempio “Il Molo VII sarà ampliato e rimarrà scalo contenitori.” Quanto si richiede ai finanziatori? Tre miliardi e mezzo di euro. Fino alla istituzione fisica del “Conto ufficiale della Commissione Internazionale del Porto Libero di Trieste” la banca d’appoggio è un conto presso “Kaertner Sparkasse Aktiengesellschaft” intestato a Marcus Antonio Donato. marcusE se qualche investitore volesse pagare qualche milione di Euro con Pay Pal? Comunque se vi convince e volete telefonare dite che chiamate per investire sul Porto Libero di Trieste, lo stesso numero è inserito in un annuncio di vendita libri della prima del liceo linguistico (usati poco, si specifica). Nel mondo vicino all’indipendentismo qualcuno si chiede come Stefano Ferluga, ora Presidente di MTL, in precedenza vicino a Marcus Donato, abbia potuto prima sposare tesi di riutilizzo “speculativo” del Porto Vecchio per poi combatterlo. Credo però che questo sia secondario e occorra ragionare sulla credibilità complessiva del mondo dell’indipendentismo. Ho tentato di ragionare nei due articoli precedenti su chi potrebbe essere interessato a finanziare l’MTL. Questo a mio parere è il livello superiore: esiste qualcuno cui interessa avere un movimento che muove migliaia di persone. Gli obiettivi? A me pare che siano diversi da quelli indicati, come ho tentato di spiegare negli articoli precedenti. All’altro estremo migliaia di persone che credono nel TLT, che usano il loro tempo, che sfilano, che molto probabilmente resteranno delusi, qualcuno si troverà pendenze giudiziarie o fiscali da affrontare. In mezzo coloro alcune persone per le quali il movimento sembra un giocattolo, quasi un gioco di ruolo. C’è quello che non ha mai visto migliaia di persone acclamarlo, c’è quello che ha il suo piccolo esercito da condurre, c’è quello che gioca a fare il grande finanziere, lo stratega, c’è quello che può dirigere una olà da migliaia di persone. Il progetto è sintomatico di come sia secondario il contenuto. Una proposta ad investitori per miliardi di euro senza cifre e che parli di draghi e copie di tram sembra un discorso da bar, come quelli fatti da chi sa sempre come salvare l’Italia o come vincere la coppa del mondo. Si dirà che Marcus Donato non è MTL, ma che credibilità ha un presidente che gli ha dato credito? Che credibilità ha un movimento che ha sede a Trieste e a Londra e poi la sede di Londra è poco più che una casella postale evoluta, a 175 sterline all’anno (http://www.prime-secretarial.co.uk/prices.html)? Che credibilità ha un movimento in cui gli iscritti vengono a sapere che il Vicepresidente ha dato le dimissioni da un commento su un blog? Che credibilità ha un movimento in cui non si sa chi parla e in ogni momento il Presidente viene smentito da un non iscritto, e si adegua, un movimento in cui un membro del direttivo dice che “il presidente non può rilasciare dichiarazioni”? Viene da chiedersi se siano veramente importanti i motivi che in fondo hanno mosso gran parte degli ottomila della manifestazione di settembre, o se si tratti della soddisfazione dell’ego di alcuni, forse foraggiati da qualcuno che invece persegue altri interessi. Comunque, al di là di tutto, l’idea dei quattro draghi non è male.

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