Viaggio al centro dei (del) Comites

La citazione di Jules Verne non è casuale. “Viaggio al centro della terra“, da bambino, era il mio libro preferito, lo ho riletto non so quante volte. Così, se Otto Lidenbrock non sapeva cosa avrebbe trovato nel suo viaggio cosi io non so ciò che troverò, e come Otto.temo un poco anche ciò che potrò trovare.
Nella difficoltà di trovare una foto che rappresenti il concetto ho scelto questa, che rappresenta il punto di partenza che mi ha fatto scattare la molla di iniziare nuovamente a scrivere.
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Antonella che passeggia per il Parco.

Foto di Elisa Biagi

Foto di Elisa Biagi

La incontri spesso girando per il parco, magari mentre prendi un caffè al Posto delle Fragole. Antonella a San Giovanni ci era entrata da adolescente. Antonella che ti prende per il braccio e ti accompagna da qualche parte, fra le rose, oppure in bar per farsi offrire un caffè. Antonella che non usa parole ma ti parla con i sorrisi. Il parco, i viali, il bar, le scale sono la sua casa, le persone che incontra che le vogliono bene. Sono il suo mondo.

Te ga una sigareta”, chi non se l’è sentita chiedere da Flavio, e chi non l’ha visto venir mandato via dal Posto delle Fragole quando diventava troppo insistente. Si perché non era un paziente, era un vicino e andava trattato come tutti.

A San Giovanni incontravi Ferdinando , che ha fatto tutto il giro dei manicomi italiani: nessuno lo voleva. Poi è arrivato a Trieste e si è fermato. Ferdinando il matematico che attraverso il tuo nome, il nome dei tuoi genitori, le tue e le loro date di nascita, riesce in matematica laddove nessuno di noi può arrivare. Ferdinando che torna a casa in macchina , quando termina di raccontare a tutti gli ascoltatori il suo mondo, su Radio Fragola nella trasmissione Escuchame.

Era il suo mondo, uso il passato. Ora Ferdinando cosa vede fuori dalla finestra? Perché Flavio scende di casa ed è in Viale ed alla Luminosa? E dove finirà Antonella?

Luciano, cui ogni giorno un’anima bella regala un giocattolino, gira ancora per il Parco. Per quanto ancora? Dove andrà?

Alcuni sono già stati spostati, in silenzio, tolti da quella che era lo loro vita quotidiana., altri lo saranno a breve. Racconteranno che così si completa la chiusura del manicomio. Ma il manicomio non c’era più, quello era il loro mondo fatto di spazi e di persone. Era la loro memoria, erano le cose conosciute.

Ci sono tante domande che ad ora non hanno risposta. Se sono cosi fieri di svuotare il manicomio dalle persone che ci abitavano perché tutto è stato fatto in silenzio? È stato chiesto ad Antonella, Ferdinando ed agli altri se volevano spostarsi? Sono stati trattati da persone e non da pazienti? I parenti sono stati consultati? Gli operatori saranno gli stessi, quelli cui oramai erano abituati?
Ci sono poi domande più scorrette. Chi ha deciso tutto questo? Quanto costeranno le nuove “sistemazioni”? Quanto valgono gli immobili lasciati liberi ed a chi servivano?

A ottobre del 2014 mi aveva colpito una presentazione, a San Giovanni, di un libro sulla storia di quanto successo nel comprensorio. Nell’occasione si invitarono a leggere dei brani il Sindaco, la Presidente della Provincia, Assessori, Direttori, dirigenti di Confindustria e ConfCommercio. Nessun “matto”, tutti “normali”. Ecco ora con quest’ultima operazione non saranno più neanche tra i piedi.

Abbiamo voluto rendere pubblica questa notizia perché crediamo che si possa far qualcosa, di più importante del fallito tentativo di dedicare una Via a Basaglia, o il successo nel salvare una scritta. Proprio la scritta ci ricorda che “La verità è rivoluzionaria”. Raccontarla e farla girare magari servirà a far rimanere Luciano, a rincontrare Antonella, a mandare a quel paese Flavio quando insiste troppo, a far far conti a Ferdinando.

Erika Cei
Fulvio Rogantin

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Articolo zero (e continuo diversamente)

Rafano2Da tempo c’erano alcuni articoli per i quali avevo il materiale per scrivere e rimanevano nella tastiera. È cresciuta pian piano la voglia di smettere quello che consideravo un impegno civile, quello che consideravo far politica triestina, pur da distante.
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Miramare bene comune (-1)

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Come detto sono all’ultimo articolo di CrenInsider, o forse manterrò il blog siccome scrivevo anche di altro, non occupandomi più di Trieste. Dopo l’articolo sulla dedica della via a Basaglia, liberatore del Porto Vecchio, volevo toccare solo un ultimo argomento: Miramare. Non è che sia più importante  di altri che avevo nel cassetto e che non vedranno mai la luce, ma ci tengo perché è l’unico che mi ha portato ad una denuncia, in maniera ridicola per molestie, anche se pare che dopo ottenuta la proroga del contratto la denuncia sia stata ritirata, si trattava di un messaggio in uno stile noto in altre regioni.

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Una via per Basaglia a Trieste tra le lobby cittadine (-2)

basagliaIl 25 maggio 2015 il sindaco di Trieste Roberto Cosolini prendeva un impegno sulla pagina “Trieste dedichi una via a Basaglia“, nata pochi giorni prima su Facebook. Continue reading

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Potenza all’ONU

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